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JFK – Un caso ancora aperto

JFK – Un caso ancora aperto è un film da vedere e rivedere, un classico contemporaneo che è anche una grande lezione di cinema

JFK – Un caso ancora aperto è uno dei film più importanti di Oliver Stone. Uscito più di vent’anni fa suscitò un enorme clamore a livello politico e, nonostante le macroscopiche distorsioni e i falsi storici presenti, diede un contributo importante verso una maggior trasparenza su uno dei casi più controversi della storia americana.

JFK - Un caso ancora aperto

Stiamo parlando del caso Kennedy, ovvero dell’omicidio del Presidente John Fitzegerald Kennedy avvenuto a Dallas l’11 novembre 1963 (esattamente 50 anni fa, guarda un po’ che caso…).

Mi interessa poco andare a sottolineare cosa è vero e cosa non lo è all’interno del film (se avete tempo, ma tanto tempo, date un’occhiata qui). Certo, da un punto di vista storico JFK contiene una valanga di puttanate, ma questo è un film non un documentario e quindi mi aspetto che tutto funzioni e non che che tutto sia “vero”.

La storia va studiata sui libri non al cinema, con buona pace di chi crede ancora che esistano film storici che spieghino “come sono andate davvero” le cose. Personalmente credo che i film che raccontano meglio la storia siano quelli di pura fiction, quelli che per l’appunto non hanno pretese didattiche. Ma non perdiamo di vista il punto del discorso.

Perché il punto è un altro: JFK – Un caso ancora aperto è un fottuto capolavoro. Un film gigante, enorme, maestoso. Stone riesce in un’impresa titanica: dipinge un enorme affresco dell’America, racconta una storia per più di 3 ore mantenendo sempre un ritmo altissimo, rende chiara e fruibile una trama complessa e ricca di sfaccettature, presenta l’avventura di un eroe senza macchia all’interno di una narrazione corale equilibrata.

JFK - Un caso ancora aperto

E tutto questa senza mai appiattire o banalizzare il vero messaggio del film, che non sta tanto nel fatto che Kennedy sia stato ucciso da Oswald o che invece ci sia stato un grande gombbblotto giudaico-massonico-plutocratico-internazionale (e attenzione che le due cose non si escludono: Oswald potrebbe aver ucciso il Presidente facendo parte di una cospirazione).

Il messaggio finale, tanto caro a Stone, è quello del rapporto tra il singolo cittadino e il Governo, della trasparenza delle amministrazioni pubbliche, della fiducia reciproca tra Stato e cittadino, come emerge in maniera chiara nel lungo monologo finale di Kevin Costner/Jim Garrison (che a volte è un tantino troppo enfatico però ci sta).

I momenti indimenticabili del film sono tanti grazie a un cast straordinario diretto in maniera perfetta: Joe Pesci, Tommy Lee Jones, Tomas Milian, Sissy Spacek, Gary Oldman, Jack Lemmon, Donald Sutherland, Kevin Bacon, John Candy, Walter Matthau e tanti altri caratteristi di qualità. Facce che si trasformano in vere e proprie icone di un’America Perduta, quella della fine dell’innocenza, dell’American Dream che quel 22 novembre 1963 si è trasformato in un incubo.

Assolutamente superlativi Joe Pesci e Tommy Lee Jones, per non parlare di Gary Oldman che interpreta Lee Harvey Oswald in maniera incredibilmente realistica, aiutato anche da una straordinaria somiglianza fisica con Oswald.

JFK - Un caso ancora aperto

Il lavoro di regia di infine è semplicemente perfetto: Stone gioca inserendo filmati e foto d’epoca in maniera mai pesante, riuscendo a trasmettere un senso di realismo tale che a volte si arriva a credere di essere di fronte ad un documentario. Il film si sposta su diversi piani temporali con una fotografia meravigliosa che sottolinea e accentua in maniera perfetta ogni passaggio.

JFK – Un caso ancora aperto è un film da vedere e rivedere, un classico contemporaneo che riesce ad intrattenere e ad emozionare mantenendosi sempre attualissimo, un capolavoro costruito in maniera magistrale da un regista che purtroppo ultimamente sembra aver dimenticato cosa significhi girare un bel film, ma questa è un’altra storia…

Guarda il trailer italiano del film su Youtube

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