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Juggernaut. Terminal War

Juggernaut è un libro che esce dal nulla: non annunciato, inaspettato, ma è il libro che tutti i fan di Altieri, senza saperlo, volevano.

Juggernaut. Terminal War

Autore: Alan D. Altieri
Titolo: Juggernaut
Editore: TEA
PP: 250
Prezzo: Euro 13,00

Il tempo è un futuro appena dopo l’apocalisse, Evento a Livello di Estinzione 2. Il luogo è l’Ecumenopoli Washington-Baltimore, orizzonte degli eventi metropolitano, metropoli-megalopoli-necropoli in fase terminale. Il protagonista Karl Adrian Dekker, brevetto Hunter/Killer. Terminazione con estremo pregiudizio.

Il libro è Juggernaut, l’ultima fatica letteraria di Alan D. Altieri. Un libro che esce dal nulla: non annunciato, inaspettato, non è la conclusione a nessuna delle innumerevoli saghe del Maestro dell’Apocalisse. Ma è il libro che tutti i fan di Altieri, senza saperlo, volevano.

Ipercinetico, violento e brutale come pochi altri, il romanzo non perde un secondo a scaraventarci in un mondo di neon e cemento armato, di edifici devastati e personaggi oltre ogni limite. Le ispirazioni sono chiare: il cyberpunk di Gibson, già sperimentato dal Maestro nei suoi ultimi racconti (Protocollo Omega anyone?) e la violenza viscerale ed apocalittica, quasi esistenziale, di libri come Città Oscura. Solo che questa volta è tutto molto più cattivo.

La trama si sviluppa a macchia di leopardo, seguendo contemporaneamente personaggi diversi e rimbalzando avanti e indietro tra tempi e punti di vista creando un intreccio dall’estrema tensione: le vite di Dekker, Skinman, Kontroll e Gottshalk si incrociano in una storia che attinge costantemente dai classici del genere, tra intrighi figli di Neuromancer e bodysculpt estremo, andando anche in direzioni inedite e devastanti come mega-pestilenze o meta-religioni tentacolari e totalizzanti fino al colpo di scena finale, che riporta in scena una vecchia conoscenza per noi seguaci dell’autore.

La prosa, punto di forza storico di Altieri, non delude: violentissima, in linea con il tema generale del libro, non ha paura di sporcarsi le mani e scendere al nostro livello piazzandoci in faccia una serie di uno-due devastanti tra shock visivi, scontri improvvisi e puro impressionismo letterario uscito da una serata a base di Burroughs e Tetsuo.

Aggiungiamo una serie di voci enciclopediche (trademark Gottshalk-Yutani Corporation, ovviamente) perfette nel creare il mondo dove sono ambientate le vicende e abbiamo un cocktail esplosivo che aspetta solo di essere iniettato a forza nei nostri cervelli per disintegrarli definitivamente.
Che aspettate? Andate a comprare Juggernaut, che laTerminal War è iniziata per porre fine a tutti gli altri conflitti. Speriamo solo di vederne –e leggerne- la fine.

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