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La Casa

La Casa

La Casa: Un remake che non punta a superare l’inarrivabile capolavoro di Sam Raimi, ma al semplice intrattenimento splatter tirando idealmente le somme dell’ultima decade horror.

Un inizio col botto tra possessione, gruppo di freaks da setta pagana, spari e fuoco, poi tutto torna velocemente sui binari classici di Evil Dead, almeno in apparenza.

Cinque ragazzi in uno chalet abbandonato nel bosco, immersi in una natura inospitale, il tutto ricalcando le atmosfere e le ambientazioni degli 80s. Fin da subito Fede Alvarez punta ad un “back to the past” che ci fa tornare con la mente ed il cuore al 1981, anno in cui è sbarcato nelle sale quel proiettile impazzito conosciuto con il nome de “La Casa”, un film eufemisticamente low budget che ha rivoluzionato dalle fondamenta il modo di fare horror e che ha spaventato e influenzato innumerevoli spettatori e registi di genere.

Come poter reggere il confronto con una pietra miliare senza uscirne con le ossa fracassate? Alvarez ci vede piuttosto lungo e nel corso della pellicola prova a giocare carte che vanno più verso il “new horror” che verso l’omonimo film di Sam Raimi, pestando parecchio sul pedale dello splatter.

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Non mancano in ogni caso i clichè come porte che sbattono, urla improvvise, elettricità che salta, etc. Il regista non ha la velleità di inventare qualcosa di nuovo in ambito horror, quindi cerca di creare un prodotto derivativo ma d’effetto. A tale proposito i rimandi a pellicole del passato, più o meno remoto, sono numerosi: dall’immancabile Esorcista di Friedkin a Carrie di De Palma, fino a Drag me to Hell di Raimi e diversi altri. 
Vi starete chiedendo perché andare a vedere un film privo di sostanziali novità, che perde in partenza il confronto con l’originale. Da parte mia reputo La Casa un discreto prodotto di intrattenimento, che farà la felicità dei fan dello splatter a base di arti mozzati e squartamenti vari.

Alvarez inoltre ha il merito di apportare delle modifiche al plot originale, evitando di copiarlo pedissequamente. Simpatica la scena dei ragazzi seduti sul cofano di una vecchia auto, che pare proprio quella utilizzata in Evil Dead originale. 
Gradevole, seppure un po’ abusata, la fotografia livida in stile Silent Hill, che contribuisce a creare un’opprimente atmosfera da incubo senza scampo.

L’idea di ambientare il film negli anni 80 (niente Iphone né computer portatili, per fortuna) e l’aver evitato un inutile cast di bellocci spezza due lance a favore di questa operazione, meno commerciale di quanto possa apparire a prima vista.

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Non andate in sala pensando di trovarvi di fronte un capolavoro, ne rimarreste delusi.
 Aspettatevi un film nel quale sono stati utilizzati qualcosa come 25.000 litri di sangue finto: è un vero e proprio spettacolo di grand guignol, uno splatterone moderno infarcito di scene macabre e di sana violenza. 
Ok, storcerete un po’ il naso pensando a Evil Dead, quel meraviglioso horror ottantiano spaventosamente originale e rivoluzionario, ma bisogna ammettere che il risultato finale è un remake dignitoso, che si lascia guardare con piacere e scorre liscio tra fiumi di emoglobina ed efferatezze a gogò.

Ash e gli anni ’80 non torneranno più, è ovvio, ma provate a dare una chance a Fede Alvarez e alla sua rivisitazione de La Casa, vi divertirete!

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