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La compagnia della spada – Gli oscuri

La compagnia della spada di Luke Scull è un fantasy tutt’altro che banale con un tripudio di violenza verbale e descrittiva e una sorprendente ricchezza di metafore alquanto colorite.

La compagnia della spada - Gli oscuriTitolo: La Compagnia Della Spada – Gli Oscuri
Autore: Luke Scull
Editore: Newton Compton
PP: 478
Prezzo: euro 9,90 cartaceo, euro 4.99 ebook

Chi può uccidere un deicida?

Le città della Triade sono dominate dai Sommimaghi, esseri che, dopo aver sterminato gli dei, sono assurti ad uno status oltreumano acquistando l’immortalità. La loro potenza è aumentata dalla magia pura, estratta come una risorsa naturale dai luoghi dove sono sepolti i cadaveri delle divinità.

Chi può uccidere il crudele Salazar, il tiranno che domina ed opprime la grigia Dorminia?

Solamente un uomo il cui destino sia stato forgiato nel sangue, il cui corpo e il cui spirito siano stati affilati in anni di addestramento, la cui arma sia una lama incantata. Un eroe, il suo nome è Davarus Cole!

Luke Scull si muove abilmente ai confini col farsesco, infarcendo il proprio debutto con toponomastica come “Colline Infernali”, “Crepa del Piano”, “Canale del Morto” e con personaggi sopra le righe come l’eroe-wannabe Davarius Cole o la coppia Barbaro-buono/Barbaro-cattivo formata da Brodar Kayne e Jarek il Lupo.

All’inizio non capivo davvero come prendere la prosa di Scull, così piena di stereotipi e con un approccio da action movie sia nelle scene che nei dialoghi. Il dubbio però è intrigante ed è una delle cose che mi ha spinto a continuare la lettura, alla scoperta di un romanzo tutt’altro che banale in cui anche le situazioni apparentemente più prevedibili possono prendere pieghe inaspettate.

Il taglio della narrazione è poi decisamente crudo, con un tripudio di violenza verbale e descrittiva e una sorprendente ricchezza di metafore alquanto colorite.

L’introduzione del tema esplicito della tossicodipendenza, per altro solo accennato ma che credo avrà ulteriori sviluppi nei prossimi volumi della trilogia, è qualcosa di non comune in territori fantasy dove di solito non si va oltre l’idromele o ci si “fa” in modo semi-allegorico come accade ad Elric nei romanzi di Michael Moorcock.

Allo stesso modo l’indulgere sulle problematiche fisiche e pratiche di Emerul, il mezzo mago, a cui Salazr ha fatto amputare le gambe, non è mai gratuito ma dona spessore tanto al personaggio quanto alla narrazione.

In La Compagnia Della Spada ci si aggira dalle parti di Joe Abercrombie e Richard K. Morgan, con più magia del primo e meno sesso del secondo.

Alla speranza è comunque concesso un piccolo spazio, tra fegati, frattaglie e sangue raggrumato.

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