La Foresta

La Foresta è l’ennesima conferma: Mr. Joe Lansdale non sbaglia un colpo, e noi non possiamo far altro che gioirne!

La ForestaAutore: Joe R. Lansdale
Titolo: La foresta
Editore: Einaudi, stile libero Big
PP: 347
Prezzo: euro 18.50 cartaceo, euro 9.99 ebook

Non c’è storia: Mr. Lansdale non sbaglia un colpo, e noi non possiamo che gioirne. Con il suo nuovo romanza La Foresta, lo straordinario scrittore statunitense ci racconta la vicenda di Jack Parker, alla disperata ricerca della sorella minore, Lula, rapita da una banda di sadici fuorilegge, ladri stupratori e assassini (nelle giornate buone).

Il giovane Jack sarà aiutato nella sua ricerca da Eustace, un uomo di colore enorme che brandisce una temibile doppietta calibro quattro (una roba che fa buchi allo stomaco grandi quanto la “testa di un neonato”).

Shorty, un uomo affetto da nanismo, colto, che legge Mark Twain, appassionato di astronomia, odia i maltrattamenti sugli animali, razionalista disilluso, incazzato con il mondo, con moltissimi validi motivi per esserlo.

Ben prima di sapere se Jack ritroverà Lula, vediamo che trova l’Amore, (ah Roxanne!) Jimmie Sue. Straordinaria e dolcissima, a suo modo.

Di Hog, l’enorme maiale selvatico che sbrana cadaveri e non, evito di anticiparvi alcun che, come non vi dirò nulla di Winton uno sceriffo che porta i segni della tortura, né vi parlerò della stupefacente ferocia di Fatty o di “Gola tagliata Bill”.

Questo romanzo è accostabile a In fondo alla Palude, Tramonto e polvere, Acqua Buia e tutti gli altri che l’Autore ambienta nel Texas dei primi del Novecento. Anche qui c’è una narrazione in prima persona e anche qui il protagonista è un giovane.

Ma con La Foresta, forse più che negli altri, l’Autore texano costringe il lettore a fare i conti con gli aspetti più brutali e drammatici che la vita di inizio Novecento poteva riservare in quelle terre.

Se Erskine Caldwell ti fa venire la pelle d’oca (penso a La via del tabacco) narrandoti l’arretratezza culturale che determina miseria morale ed etica dell’America Rurale di quegli anni, – come dimenticare la nonna investita e lasciata con la schiena rotta in mezzo all’aia, e poi punzecchiata con un bastone prima di essere sepolta- ecco: Lansdale con La Foresta raggiunge lo stesso effetto mostrandoti non solo la miseria morale, ma anche la brutalità della Violenza e la spudoratezza di una ipocrisia sociale che fa della discriminazione il suo pilastro portante.

E tutto questo, Mr. Lansdale non te lo dice attraverso un pomposo monologo o, a mezzo di introspezione “pipparola” o qualche altra diavoleria solipsistica, no! Tutto questo Mr. Lansdale te lo fa VE-DE-RE attraverso l’agire dei suoi personaggi, con dialogo-azione-dialogo azione.

I protagonisti di questo Romanzo sono tutti soggetti che sono stati segnati da qualcosa, cui è stato portato via qualcosa, che dalla Vita ne hanno prese di legnate pesanti.

Il Texas, il Sabine, le radure, i sentieri gli agglomerati urbani, assurgono, come in altre opere dell’Autore a vero e proprio personaggio. Un personaggio che cambia, che l’Uomo comincia a modificare con una certa brutalità. Ad esempio vediamo come per buona parte del romanzo il disboscamento indiscriminato farà da tetra cornice alla storia.

Interessante, sintomatico di una maturazione del protagonista, è il percorso (interiore) che questo compie partendo, al principio del Romanzo, da un idea di Dio stile Antico Testamento, per capirci, fino a giungere a sentirsi parte di un più ampio, ineffabile, Disegno, dopo 347 pagine di ammazzamenti morte, torture brutalità, amore, amicizia ed inseguimenti . Il tutto con il consueto ritmo narrativo, ed una comicità che talvolta è ironia tagliente, mozzafiato.

Questo è uno di quei libri che non puoi smettere di leggere, devi sapere quello che succede nella pagina successiva, e quando sei alla trecentoquarantasettesima pagina ti intristisci un poco, perché romanzi di una così feroce bellezza non se ne leggono spesso.

Dovete leggerlo.

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  • Matteo Strukul

    Marco, sei sempre una bomba, Joe è idolo!

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