La moglie perfetta, la recensione

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La moglie perfetta segna l’atteso ritorno del commissario Balistreri in una Roma cupa e corrotta, tra coppie in crisi, torbidi amori e oscuri delitti.

la-moglie-perfetta-roberta-costantini-recensione-copertinaTitolo: La moglie perfetta
Autore: Roberto Costantini
Editore: Marsilio
Pagine: 447
Prezzo: cartaceo 19,00€, ebook 11,99 €

Quando, nel 2014, la Trilogia del Male vinse il premio speciale Giorgio Scerbanenco per la “migliore opera noir degli anni 2000”, i lettori di Roberto Costantini si chiesero con una certa preoccupazione cosa ne sarebbe stato di Michele Balistreri, lo scontroso e tormentato (anti)commissario al centro della sorprendente saga ambientata tra Italia ed Africa.

La moglie perfetta, in libreria da poche settimane, è la risposta definitiva a chi credeva che il personaggio sarebbe scomparso con la conclusione del formidabile trittico: una nuova crime story a sé stante, ambientata in parte nella Roma del 2001 ed in parte nel 2011, poco dopo la concitata conclusione de Il male non dimentica.

Se da una parte i rimandi ed i richiami ai precedenti romanzi sono inevitabili, con quest’ultima fatica l’autore dà l’impressione di volersi discostare il più possibile dall’ingombrante passato, per offrire al lettore un bel giallo stand alone, in cui quella di Balistreri diventa una della tante voci di un coro ben affiatato di protagonisti.

Ciò che più stupisce, in questa sua quarta prova, è la capacità di Costantini di alternare stili, voci e registri.

Dopo una prima parte incentrata sulla mala romana – degna del miglior De Cataldo – il romanzo sembra virare sul giallo psicologico dai risvolti erotici, per poi trasformarsi in un’indagine ad altissimo tasso di thrilling caratterizzata dalle metodiche poco ortodosse di Balistreri.

L’intreccio si sviluppa intorno ad un complicato caso che l’autore stesso ha dichiarato essere ispirato al delitto di Perugia (l’omicidio di Meredith Kercher, dal quale sono stati infine assolti Amanda Knox e Raffaele Sollecito) ed alla pessima conduzione delle indagini che lo ha contraddistinto.

Materia tosta, anzi tostissima se si considera che suddetto crimine risulta legato, nella fiction costantiniana, ad una serie di reati commissionati ed eseguiti dai lupi che popolano il sottobosco criminale della capitale…

La moglie perfetta non è però soltanto un thriller ben orchestrato quanto un romanzo che sembra smaniare della voglia di parlarci d’altro, soprattutto di matrimonio e rapporti di coppia, scandagliando e scavando in profondità le vite dei protagonisti.

E lo fa attraverso la voce di personaggi mai scontati, su tutti il pubblico ministero Bianca Benigni e suo marito, lo psicologo Giovanni Annibaldi.

Costantini, che ci ha da tempo abituati a finali mai banali, non smentisce la sua fama dando vita nelle ultime cento pagine ad un continuo rimescolamento di carte, per una conclusione da brividi.

E se la risoluzione del caso lascia il lettore piacevolmente spiazzato la domanda torna, ancora una volta, a ripetersi ossessiva: che ne sarà, ora, del “nostro” Michele Balistreri?

Certo nel corso di questo romanzo il personaggio si è ulteriormente evoluto e la sua età anagrafica inizia a farsi sentire: nonostante continui a ringhiare come un tempo sappiamo che il commissario non potrà più essere, in futuro, lo stesso leone.

Siamo però certi che la sempre più marcata partecipazione di nuovi e vecchi personaggi (la new entry Bianca Benigni, ma anche la giornalista Linda Nardi ed il braccio destro di Balistreri, Graziano Corvu, già visti nella Trilogia) darà occasione all’autore di coinvolgere il suo protagonista-feticcio in nuove ed inaspettate trame: proprio come nella migliore tradizione degli investigatori seriali.

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