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La vittima perfetta, recensione

La vittima perfetta

La vittima perfetta di Robert Bryndza, la recensione di Federica Belleri per Sugarpulp MAGAZINE.

La vittima perfettaTitolo: La vittima perfetta
Autore: Robert Bryndza
Editore: Newton Compton
PP: 384

La vittima perfetta, thriller di tutto rispetto creato da Robert Bryndza, inizia con un piccolo cameo dedicato a Shakespeare e un incipit mozzafiato.

Protagonista, dopo La donna di ghiaccio è ancora una volta l’ispettore capo Erika Foster, che ha più di vent’anni di servizio. Erika è vedova da due anni, ha perso suo marito durante una delicata operazione antidroga. Proviene dalla Slovacchia ma è a Londra ora, durante un’estate particolarmente afosa.

Il suo appartamento è scarno, non riesce a viverlo. Troppi sono i ricordi che la legano al dolore della perdita, troppi i fantasmi che le fanno compagnia durante la notte. Il senso di colpa e la solitudine la divorano.

Un amico speciale per lei, Isaac, un esperto e integerrimo medico legale. Ma chi è davvero Erika, e cosa porta nella sua valigia?

Uno, due, tre uomini uccisi nello stesso modo. Con precisione, agendo nell’ombra. Da subito viene approntata la sala operativa, la sua squadra è con lei. Chi uccide in maniera così mostruosa? Chi sceglie le sue vittime con uno scopo ben preciso?

Un’indagine poliziesca che si scontra con il lato oscuro di internet, con l’abbandono e la vendetta. Un caso che affronta il tema dell’omosessualità e della pedopornografia.

Non bastano le riunioni con i vertici o l’obbligo di calmare le acque con la stampa a fermare Erika. Lei continuerà per la propria strada, anche quando il caso passerà ad altri. Perché Erika ama fare di testa sua, seguire il proprio istinto. Anche a costo di sbatterci la testa e farsi male.

La vittima perfetta è un’indagine poliziesca a trecentosessanta gradi. C’è un’empatia assurda fra Erika e il serial killer, intervallata da mille dubbi sulla strada giusta da percorrere per scovarlo. Pedinamenti, interrogatori, un colpevole a tutti i costi …
Come si diventa dei mostri? Cosa riserva la vita di fronte all’abbandono?

Ritmo sempre sostenuto e finale che travolge. La trama intreccia fra loro più indagini. Ottimo editing e traduzione. Ve lo consiglio.

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