L’alienista

Un classico gotico moderno: il capolavoro di Caleb Carr. Una corsa contro il tempo alla luce color burro dei lampioni in una strepitosa New York di fine ‘800.

L'alienistaTitolo: L’alienista
Autore: Caleb Carr
Editore: Mondadori
pp: 532
Prezzo: 10.50

L’alienista di Caleb Carr è uno dei grandi romanzi degli ultimi vent’anni. Non è un’affermazione delirante ma, semplicemente, l’inevitabile riconoscimento di un talento non comune.

Sono davvero tante le ragioni che rendono questo, e non altri, un romanzo di riferimento, uno di quelli che aprono, o riaprono se volete, la porta su un mondo narrativo strepitoso, magico, di abbacinante bellezza.

New York, 1896. Nel malfamato Lower East Side qualcuno sta facendo a pezzi i ragazzini travestiti. Lo fa nel modo più disgustoso e macabro: tagliando loro i genitali e cavandogli gli occhi. Un serial killer d’inaudita crudeltà e violenza imbratta di sangue innocente le strade e lo sta facendo a un ritmo insostenibile, allucinato.

Per fermarlo, Theodore Roosevelt, allora comandante di polizia, raduna attorno a sé una squadra anti-convenzionale, capace di comprendere e utilizzare le più moderne e avanzate tecniche d’investigazione. Entrano dunque in scena John Schuyler Moore, giornalista del New York Times, i fratelli Marcus e Lucius Isaacson, brillanti quanto stravaganti ispettori di polizia, Sara Parker, donna intraprendente e coraggiosa appena entrata nelle forze di sicurezza, e poi, naturalmente, il più importante fra tutti i personaggi del libro: Laszlo Kreizler, medico alienista, uomo di straordinaria intelligenza e dai metodi d’indagine efficaci e rivoluzionari.

La trama è apparentemente semplice e lineare: un serial killer terrificante e una squadra d’investigatori sulla sua pista con, sotto-traccia, il consueto rapporto inquietante e bordato di lutto fra investigatore e assassino, bene e male, studio ragionato e follia.

Eppure L’alienista è quanto di più affascinante vi possa capitare di leggere. La ricostruzione della New York di fine ‘800 è semplicemente strepitosa, ricca di atmosfera, perfetta sino al dettaglio grazie alla perizia e agli studi condotti da Caleb Carr, professore universitario di storia militare e profondo conoscitore della metropoli.

Quella de L’alienista è insomma una vera, irripetibile esperienza di lettura: inseguire il killer fra Battery Park e il Caffè Lafayette, il ristorante di Delmonico, Stuyvesant Square e la cattedrale di St. George mentre diabolico e luciferino, fra la nebbia del porto e i Five Points, emerge in tutta la propria agghiacciante bellezza il Lower East Side, autentico girone dell’inferno popolato da locali di quart’ordine, bordelli, bande di criminali e tagliagole, uomini d’affari consumati dal vizio, puttane e giovani travestiti; ebbene tutto questo è semplicemente sconvolgente, mozzafiato, è romanzo allo stato puro, è invenzione narrativa fra le più sorprendenti e preziose. E dunque la storia e la topografia di New York sono elementi essenziali, direi il tessuto connettivo stesso dell’intera storia.

Ma il romanzo di Caleb Carr è talmente ricco di spunti da mettere davvero in difficoltà chiunque provi a commentarlo: lo studio e la ricostruzione delle tecniche d’indagine, la colta rivisitazione dell’alienistica o pre-psichiatria mondiale, la descrizione delle gerarchie di potere evidente e occulto nella New York del diciannovesimo secolo, sono di per sé stesse sfide da far tremare i polsi. Carr le affronta con una cura, e una competenza, disarmanti, stupefacenti addirittura, e lo fa con il talento e la sensibilità del romanziere di razza, stando ben attento a miscelare le nozioni con la suspense, la tensione sociale con l’action più cruda e tagliente e il ritmo narrativo perfettamente calibrato, accelerando quando serve, facendo in modo di non lasciare mai al lettore la sensazione di perdersi nei mille rivoli dell’indagine.

La ricostruzione del profilo, meglio dell’esperienza di vita, della storia stessa del serial killer è la chiave di volta per la soluzione della tragedia, ma alla fine ci si arriva con il fiato corto, in un incredibile gioco di rimandi e soluzioni parziali che davvero mette in fila una sequenza di enigmi e sorprese da lasciare estatici.

Pura gioia di lettura insomma, in un romanzo che mescola azione e avventura, thriller e dramma, atmosfere gotiche che lambiscono l’horror più gore: un vero e proprio classico moderno, e per questo un romanzo tanto più imprescindibile, uno di quelli che fa per la letteratura ciò che From Hell ha fatto per il fumetto.

Se non lo avete ancora letto, fatelo immediatamente, procuratevelo in formato tascabile negli Oscar Mondadori, e mi direte grazie, perché Caleb Carr si pone per statura e coraggio, eleganza e classe nello stesso solco del Grande Romanzo Gotico di Bram Stoker, Robert Louis Stevenson, Edgar Allan Poe, Mary Shelley, Horace Walpole. A seguire, avrete ancora fame e vi verrà voglia di leggere L’angelo delle tenebre, il sequel e nuovo capolavoro di Carr, non ho dubbi.

L’ingresso nel mondo narrativo del Dr. Laszlo Kreizler ha sconvolto la letteratura mondiale tanto da far affermare a moltissimi critici, con ragione, che L’alienista è fra i più importanti romanzi storici del secolo, insieme a “Il nome della rosa” di Umberto Eco.

Se tanto mi dà tanto… siete già in libreria?

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  • Martina Sartor

    Un’analisi precisa e appassionata di uno dei miei libri preferiti di sempre. C’è chi l’ha definito lento, ma così ho assaporato tutte le atmosfere della New York fine ‘800.
    Ringrazio ancora il mio mitico amico bibliotecario, ahimè ormai scomparso, che già più di 10 anni fa riusciva a scovare e a portare in biblioteca queste chicche. E per un minuscolo paesino del Basso Trentino è tutto dire.

    Bravo Matteo. A presto, al Sugarpulp 😉

  • Stefania de Benetti

    Grazie al tuo suggerimento caro Matteo l’ho letto. Mi sono lasciata avvolgere da queste atmosfere di colori odori e emozioni. Aggiungo anche , dato il mio corso di studi in Scenografia, durante la lettura una immediata trasposizione scenografica e registica 🙂 ….

  • Matteo Strukul

    Stefania grazie a te per la fiducia, del resto Caleb Carr è un maestro assoluto! Sì so che l’ipotesi di un film era molto forte, poi è sfumata per problemi di sceneggiatura… Martina spero tu abbia letto a questo punto anche “L’angelo delle tenebre” il sequel de “L’alienista” che presto recensirò su Sugar, il mio prossimo romanzo per Mondadori sarà fortemente influenzato da Caleb Carr e sarà tutto ambientato nella Padova di fine ‘800 mentre il sequel si svilupperà fra Padova, Bolzano e l’Impero Austro-Ungarico fino all’Ungheria più lontana… vi abbraccio, Mat

    • Stefania de Benetti

      Mai smettere di sognare …chissà…:)
      In attesa allora caro Matteo del tuo prossimo romanzo che vista l’ambientazione sentirò ancora più affine. Un abbraccio

  • Martina Sartor

    Sì, Matteo: avevo letto allora anche L’angelo delle tenebre in biblioteca, poi da ‘malata compulsiva’ di libri li ho recuperati entrambi nei mercatini.
    Se i tuoi libri sono come dici non me li perderò sicuramente: per una veneta finita in Trentino per ‘matrimonio’ l’ambientazione sarà il massimo. Qua per i vecchi trentini, noi siamo ancora “i taliani” 😉

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