L’alternativa del diavolo

L’alternativa del diavolo di Frederick Forsyth è una strepistosa spy story, un romanzo imperdibile per chi vuole capire le logiche che hanno portato alla crisi ucraina

L'alternativa del diavoloTitolo: L’alternativa del diavolo
Autore: Frederick Forsyth
Editore: Mondadori
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C’è poco da fare, me ne rendo conto. In molti possono scrivere buoni libri. Ma solo Forsyth è in grado di vedere così avanti. L’ho già detto in precedenza: io amo Forsyth. Ciecamente. Ma il perchè è presto detto: sa prevedere il futuro.

Correva l’anno 1981 quando quest’uomo se ne uscì con questo romanzo, una sorta di spy story mescolata al thriller. Giochi di potere lineari si incrociano con analisi geopolitche impietose e così semplici da risultare comprensibili anche… a me.

Sono passati 33 anni. In quel momento esisteva l’U.R.S.S., c’era la guerra fredda. Era tutto diverso. E allora, Forsyth, come facevi a raccontarci le tensioni tra Russia e Ucraina? Eh? Eh? O tutto è così facile da prevedere, o Forsyth sa qualcosa che noi non sappiamo. Escludo l’ipotesi che si affidi a veggenti pescati su televisioni locali, almeno per ora (pare che il mago Alexander non riceva più negli studi di New York, Londra, Roma e San Donà di Piave).

Gli americani si accorgono di una cosa: in U.R.S.S. il grano è malato. Le piantagioni stanno andando in rovina. Non ci sarà di che sfamare la gente, gli animali. Saperlo è straordinario: si può tenere l’Unione Sovietica al guinzaglio. Soprattutto in un momento in cui i falchi stanno tentando di togliere il potere alle colombe, o di coloro che da colomba sono solo travestiti.

Nel frattempo degli esuli ucraini, fuggiti dal loro paese perché perseguitati politicamente, cercano una personale vendetta. Si organizzano alla grande e aumentano le pressioni sulle colombe. La regola russa, però, è semplice: tenere tutto nascosto. Ad un prezzo altissimo.

Nella tipica operazione di schiavitù mentale degli stati assolutisti (ricordiamo che Tito aveva convinto il popolo Jugoslavo di avere il quarto esercito al mondo) l’importante è offrire un’immagine di solidità, di unità e di coesione. Negando sempre, occultando spesso, uccidendo di quando in quando.

Il punto è sempre e solo uno: la politica arriva fino a lì. Il resto lo fanno i dollari. Tanti dollari, montagne di dollari, che possono arrivare a sfamare un popolo sull’orlo del baratro.

Con buona pace di chi oggi legge l’invasione della Crimea come il desiderio di voler tutelare le minoranze russe (storiella simile a quella di Milosevic in Bosnia, per capirsi).

Quando due elefanti litigano è l’erba sotto i loro piedi ad essere schiacciata recita un perfetto proverbio africano. Che qui racconta, in poche parole, quanto ci anticipava Forsyth e quanto sta accadendo in Ucraina.

Un romanzo straordinario con le consuete note tecniche spettacolari, descrizioni minuziose e corse contro il tempo che lasciano senza respiro.

Una fredda disamina geopolitca, esposta logicamente e chiaramente. Una cruda fotografia, trent’anni prima, di come una guerra può essere condotta senza usare le armi, ma solo manipolando dati e informazioni, o muovendo masse di capitali.

Imperdibile per chi vuole capire le logiche che stanno portando alla crisi ucraina. Ma anche per chi, semplicemente, vuole leggere uno dei migliori intrighi internazionali mai raccontati.

Grande Forsyth! Davvero. E come sempre.

VOTO: 4 Barbabietole su 5

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