Annunci

L’araldo della tempesta, la recensione

L’Araldo della Tempesta di Richard Ford racconta con un realismo crudo e violento una storia fantasy che sviluppa le storie dei singoli personaggi intrecciate in uno sfondo comune.

l-araldo-della-tempesta-recensioneTitolo: L’Araldo Della Tempesta
Autore: Richard Ford
Editore: Fanucci
PP: 576
Prezzo: euro 18,00 cartaceo, euro 6,90 e-book

Le grandi città portuali sono da sempre luoghi di incontri tra gli opposti. Il mare che lambisce la terra, la ricchezza dei commerci e la miseria dei mendicanti, i grandi palazzi di nobili e mercanti e i quartieri fatiscenti a ridosso del porto.

Steelhaven non fa differenza. La capitale degli Stati Liberi è una città dalle tante sfumature, che vanno dall’oro del palazzo reale dove il reggente Odaka amministra il governo in funzione di Re Cael, impegnato nella guerra al nord, al grigio sporco dei magazzini del porto, in cui governa la legge affilata della Gilda, l’organizzazione che controlla il crimine nella città.

In questo scenario Richard Ford fa muovere i suoi personaggi lungo traiettorie spesso parallele, che si incontrano quasi più per dovere che per necessità narrativa.

Decaduto in patria, Mossoum Abassi è un araldo orientale, un fine diplomatico. Giunge a Steelhaven latore di messaggi oscuri, perché la guerra sul campo è ancora lontana ma i conflitti non si combattono solo con le spade.

Con la guerra che infuria al nord gli Stati Liberi hanno bisogno di stabilità, ma la prospettiva di un matrimonio per rafforzare il trono non sorride alla giovane e riottosa la principessa Janessa, che sogna una vita libera dai vincoli di corte.

All’interno delle mura del Tempio dell’Autunno l’ordine delle Vergini dello Scudo di Vorena cresce le sue figlie nella forza e nel senso del dovere. Kaira Tempestosa porta un nome che traccerà il suo destino e il suo carattere impetuoso la sospingerà oltre le sue certezze come vento di tempesta.

Nelle peggiori taverne di Steelhaven, Merrick affoga una vita di fallimenti nel vino scadente e in forti liquori. Un problema non da poco, soprattutto considerando che le monete che sperpera appartengono alla Gilda, la quale ha incaricato Merrick di gestire un affare tanto delicato quanto odioso.

Intanto nei vicoli dei quartieri bassi la piccola Ciencio occupa il tempo borseggiando ignari malcapitati, riuscendo, quasi sempre, a svoltare la giornata per lei e per la sua piccola banda di monelli di strada. Ma sopravvivere non le basta, vuole entrare nel giro dei grandi, vuole far parte della Gilda.

Il fuoco della forgia non scalda il cuore di Nobul, temprato nel sangue da guerre passate e indurito dalla perdita della moglie. Un uomo spezzato la cui amarezza ricade sul figlio Markus. Una colpa che porterà Nobul a stravolgere la sua vita.

Lo studio della magia è una questione lunga e faticosa, che richiede anni di studio e di impegno. Nel suo paesino natale Waylian aveva sognato quella vita, ma ora che si trova nella Torre dei Magistri, apprendista dell’inflessibile strega rossa Gelredida, le sue ambizioni si sono notevolmente ridimensionate e non è più così sicuro di essere tagliato per la magia. Sarà la sua tutrice che lo guiderà nella notte per indagare su un inquietante mistero.

Sopra tutti, tra i tetti di Steelheaven, volteggia Rio, cresciuto nell’arte dell’omicidio dal Padre degli Assassini è un arma letale, ma anche un ragazzo combattuto tra la fedeltà al suo mentore e quella al suo cuore.

Questi i protagonisti, in ordine di apparizione, le cui vicende compongono il primo volume della trilogia di Steelhaven.

Mossoum Abassi è in realtà protagonista del solo prologo, apparendo poi in diverse scene delle differenti sottotrame e fungendo in parte da trait d’union in parte da presagio di ciò che deve ancora venire.

Un prologo e sette capitoli, uno per ogni protagonista, un centinaio per mettere tutte le carte in tavola, poi il romanzo ingrana davvero e scorre agevolmente, pur nella sua consistente mole.

Il gioco con gli stereotipi è interessante ma difficile, risultando meno riuscito con personaggi come Janessa e Rio, decisamente buono invece con quelli più sfaccettati come Nobul e soprattutto Waylian. D’altra parte avendo un ricco carnet di caratteri è inevitabile che alcuni possano piacere più di altri, inoltre l’autore non opera lo stesso grado di approfondimento su tutti, lasciando, si suppone, spazio per ulteriori evoluzioni nei prossimi capitoli della serie.

Ford sintetizza e riunisce le maggiori tendenze del genere. Un mondo composito, che rimanda ad un patchwork di culture antiche. Una narrazione che si dipana attraverso svariati punti di vista, con le singole storie che si sviluppano su uno sfondo comune. Un realismo crudo e violento.

Con le debite proporzioni: un pizzico di Martin e manciate di Weeks e Abercrombie.

Guarda su Youtube il booktrailer originale dell’Aralado della Tempesta.

Annunci
Tags:

© 2009 - 2018 Associazione Culturale Sugarpulp

Log in with your credentials

Forgot your details?

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: