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Lavoratore atipico

Si fermano davanti alla parete dei loculi, hanno trovato il loro tesoro. Uno di loro tira fuori un grosso martello e uno scalpello, e si mettono a spaccare il marmo senza un briciolo di cura. Ci mettono venti minuti a distruggere completamente la lastra, e un’altra mezz’ora buona per forare il cemento e i mattoni. Il casino che fanno è incredibile. Sembra di essere in discoteca con il tump-tump-tump del martello. Infine tirano fuori la bara, la tagliano con la sega dandosi il cambio e alla fine estraggono il cadavere. Una donna di mezza età molto in carne. Proprio il tipo di articolo che piace a Pellissari, un medico mio cliente. E’ sicuro, la stanno portando a lui, maledetto maniaco voltagabbana lingua biforcuta.

Mettono il cadavere in due sacchi dell’immondizia, prima le gambe e poi il resto del corpo. Se ne vanno lasciando tutto sporco, la bara segata, la lapide fatta a pezzi. E’ proprio vero, non hanno lungimiranza per gli affari questi pezzi di merda. Prima o poi li beccheranno, e potrebbe andarmi bene perché tornerei in affari e ritoccherei generosamente i prezzi verso l’alto, visto il modo che mi hanno trattato i miei… come si dice? Ah, sì, committenti. Ma il lato negativo c’è: i cimiteri verranno riempiti per un bel pezzo da sorveglianti e per me addio lavoro per chissà quanto tempo.

E’ buffo a pensarci. Io ho sempre trattato con i morti, ma non ho mai fatto fuori nessuno. Non mi piace nemmeno andare a caccia. Ma però in questo momento sento il desiderio di uccidere quei tre, devo toglierli di mezzo oppure potrei perdere il lavoro, tutto. Non posso permettere a questi qua di rovinarmi per sempre. Intanto li seguo, silenzioso come un pipistrello. Escono dal cimitero. Come sospettavo hanno distrutto la serratura del cancello, hanno fatto tutto con un piede di porco. Domani il custode diventerà pazzo e chissà le cose che scriveranno sul giornale. In questa città di provincia basta poco per fare grossi titoloni, e ci puoi scommettere, il titolo sarebbe sensazionale. Sto andando in paranoia, tra un po’ metteranno l’esercito a guardia del camposanto, ve’.

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