L’editoria e l’IVA a regime speciale, perché mai dovrebbe goderne?

L'editoria e l'IVA a regime speciale, perché mai dovrebbe goderne?

Perché un libro stampato sì e un Compact Disc no? L’apartheid culturale passa per l’IVA.

Articolo 74 – Disposizioni relative a particolari settori. In vigore dal 4 agosto 2013 Modificato da: Decreto-legge del 04/06/2013 n. 63 Articolo 19 1. In deroga alle disposizioni dei titoli primo e secondo, l’imposta e’ dovuta: per il commercio di giornali quotidiani, di periodici, di libri, dei relativi supporti integrativi e di cataloghi, dagli editori sulla base del prezzo di vendita al pubblico, in relazione al numero delle copie vendute. L’imposta puo’ applicarsi in relazione al numero delle copie consegnate o spedite, diminuito a titolo di forfetizzazione della resa del 70 per cento per i libri e dell’80 per cento per i giornali quotidiani e periodici, esclusi quelli pornografici e quelli ceduti unitamente a beni diversi dai supporti integrativi. Per periodici si intendono i prodotti editoriali registrati come pubblicazioni ai sensi della legge 8 febbraio 1948, n. 47 e successive modificazioni. Per supporti integrativi si intendono i nastri, i dischi, le videocassette e gli altri supporti sonori, videomagnetici o digitali ceduti, anche gratuitamente, in unica confezione, unitamente ai libri per le scuole di ogni ordine e grado e per le universita’, ivi inclusi i dizionari, e ai libri fruibili dai disabili visivi, a condizione che i beni unitamente ceduti abbiano prezzo indistinto e che, per il loro contenuto, non siano commercializzabili separatamente. Qualora non ricorrano tali condizioni, ai beni ceduti congiuntamente si applica il sesto periodo. La disposizione di cui al primo periodo della presente lettera c) si applica anche se i giornali quotidiani, i periodici ed i libri sono ceduti unitamente a beni diversi dai supporti integrativi, con prezzo indistinto ed in unica confezione, sempreche’ il costo del bene ceduto, anche gratuitamente, congiuntamente alla pubblicazione non sia superiore al cinquanta per cento del prezzo dell’intera confezione; in ogni caso, l’imposta si applica con l’aliquota di ciascuno dei beni ceduti. I soggetti che esercitano l’opzione per avvalersi delle disposizioni della legge 16 dicembre 1991, n. 398, applicano, per le cessioni di prodotti editoriali, l’imposta in relazione al numero delle copie vendute, secondo le modalita’ previste dalla predetta legge;

La querelle di questi giorni, scatenata dalla campagna web #unlibroeunlibro, riporta in auge un argomento noto da tempo ai più. Era il 1973 quando venne pubblicato l’articolo 74 DPR 633/72 in Gazzetta Ufficiale, vedi sopra, disponendo un regime d’IVA speciale per alcuni prodotti e categorie merceologiche, tra le quali figurano i libri. Chiariamo subito, non si trattò di un favore alla cultura dell’onorevole Andreotti, ma un regalo a tutti quegli editori in profonda crisi di fatturato e resi.

L’idea di #unlibroeunlibro è quella di aggiungere gli ebook al suddetto DPR, questi sono attualmente tassati al 22% (IVA detta multifase, cioè pagata da tutti i passaggi intermedi), inserendoli in quella speciale lista di prodotti che godono del 4% (IVA monofase, cioè assolta direttamente dall’editore) come giornali quotidiani, periodici, libri e cataloghi.

Trovo che sia aberrante e terribilmente ingiusto, anzi desidero un’IVA ordinaria al 22% per i giornali quotidiani, periodici, libri e cataloghi. Falsità, prodotti e discriminazione sono le tre parole chiave della mia affermazione: Falsità – Falsa la dichiarazione principe della campagna secondo la quale si evince che “il contenuto è un libro”.

L’ebook è contenuto puro, testo o immagini dinamiche nella visualizzazione, è immateriale per definizione. Un libro ha contenuto, ma il testo è stampato immutabile in una impaginazione statica, ha una copertina fisica che ne cambia la consistenza tattile a seconda della tipologia, è materiale per definizione e proprio per questo la filiera produttiva e distributiva risulta agli antipodi di quella digitale dell’ebook. Falso che il cambio di regime IVA porterà gli ebooks a essere meno costosi per pubblico aumentandone la diffusione, la differenza purtroppo andrà tutta alla filiera nel migliore dei casi, nel peggiore aumenterà i profitti degli editori. Nulla in contrario ma parliamo di imprese commerciali e questo deve essere ben chiaro a tutti.

Prodotti – Il libro è un prodotto, anzi è uno dei tanti prodotti sul mercato al pari di un asciugacapelli o una crema solare, falso chi afferma il contrario o perlomeno dovrebbe vivere il presente non il XVIII secolo (ad esempio, nel XV secolo, mi risulta che il buon Michelangelo non muovesse un muscolo se non adeguatamente pagato, qualsiasi fosse il prodotto artistico a lui richiesto). Questo non significa assenza di messaggio, ragionamento, passione, magia, logica e arte, ma semplicemente che il libro può, e non deve per forza, essere veicolo per tutto ciò. Il libro, come l’ebook o Spotify è mero veicolo, piattaforma distributiva e nulla più, eventualmente feticismo e/o collezionismo per l’oggetto.

Discriminazione – Perché discriminare gli altri prodotti? Perché il libro deve avere un’IVA al 4% mentre un CD al 22%? Anzi meglio, un gioco o un film? Io ritengo che sia ingiusto incentivare solo una di queste industrie, o tutte o nessuna, o esiste un tipo di cultura più cultura delle altre? Soprattutto perché i supporti integrativi (nastri,  dischi,  videocassette, altri supporti sonori, videomagnetici o digitali ceduti, anche gratuitamente, in unica confezione, unitamente ai libri) godono di agevolazioni solo sea llegati ad un libro? Non trovate che tutto questo sia un regalo puramente commerciale e non, come la maggior parte dell’intellighènzia italiana sostiene, un aiuto alla cultura?

Infine vorrei aggiungere una piccola perla – i più attenti di voi la troveranno molto interessante e motivo di riflessione per i suoi risvolti socio-economici –  trattasi dell’articolo 2 lettera E del DPR n. 696/1996 alla voce “operazioni non soggette all’obbligo di certificazione dei corrispettivi” inserisce: le cessioni di giornali quotidiani, di periodici, di supporti integrativi, di libri. Winter is Coming e forse non ci sveglieremo mai dal caldo torpore invernale in cui siamo entrati.

Tags:

Contattaci

Non ci siamo in questo momento. Mandaci una e-mail e ti risponderemo al più presto.

Sending

© 2009 - 2016 Associazione Culturale Sugarpulp

Log in with your credentials

or    

Forgot your details?

Create Account