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Lettera dal futuro su Rocco Schiavone

Lettera dal futuro su Rocco Schiavone: Fate il vostro gioco e Rien ne va plus di Antonio Manzini ritrovati e letti da un misterioso commentatore del 2158

Carissime Barbabietole, amici preziosi,

è da tanto tempo che non abbiamo notizie l’uno dell’altro e, vista la situazione, mi ritengo in obbligo di portare a vostra conoscenza dei fatti che mi hanno visto coinvolto in prima persona.

Ho pensato di fare cosa giusta condividendoli con voi e vi ringrazio in anticipo del tempo che mi dedicherete

Il 23 dicembre 2157 mi furono messi tra le mani due scartafacci dovuti alla penna, o alla tastiera, di tale Antonio Manzini, Fate il vostro gioco (Sellerio, Palermo, 2018) e Rien ne va Plus (Sellerio, Palermo, 2019).

I libri, corredati da indicazioni storiche invero assai ricche, asserivano di riprodurre fedelmente la situazione, all’epoca, dei mezzi di contrasto che le cosiddette forze dell’ordine attivavano contro la criminalità del tempo.

La dotta trouvaille dunque mi rallegrava mentre mi trovavo in Aquitania in attesa di un incontro galante. Tre giorni dopo le truppe dei gilets invadevano la sventurata regione.

Riuscivo fortunosamente, insieme alla mia compagna di sventura, a raggiungere la frontiera a Col Agnel, di lì mi portavo sulla pianura salviniana dove, grazie a un amico del posto, riuscivo a procurarmi un ticket per la mia sede abituale.

In un clima mentale di grande eccitazione toccavo, affascinato, la materia della quale i libri erano composti: carta! Mille sensazioni pervadevano la mia mente e il mio corpo, quella tattile innanzitutto: brividi lungo la schiena mentre i polpastrelli sfogliavano le pagine.

Debbo però precisare che prima di dedicarmi alla lettura, ho dovuto giocoforza fare riferimento alla Bank of Knowledge dove, dopo un congruo salasso sul mio reddito di cittadino, ho potuto attingere informazioni e notizie tali da poter comprendere e contestualizzare il contenuto delle pubblicazioni.

Il protagonista di entrambe le opere si chiama Rocco Schiavone e, come vi accennavo in precedenza, svolge la professione di tutore dell’ordine con il suggestivo titolo di vicequestore.

Sembra che all’epoca il nostro territorio fosse afflitto da fatti praticamente sconosciuti nel nostro tempo quali rapine, tratta di esseri umani, spaccio di sostanze psicotrope e omicidi.

Ed è appunto da un omicidio, la cui vittima è un pensionato (sicuramente conoscerete il significato della parola) che svolgeva la professione di ispettore presso un casinò (luogo dove si potevano giocare e scommettere ingenti somme di denaro), che parte il primo libro Fate il vostro gioco.

Il vicequestore Schiavone indagherà sul delitto ma al contempo l’indagine porterà anche a dolorose scoperte che colpiranno la sfera affettiva del vicequestore stesso. Fedele alle prerogative di allora, ovvero il romanzo di genere come specchio del tempo, il libro evidenzia un male, anzi un virus, che colpiva impietosamente ogni classe sociale.

Quella ludopatia della quale avrete sicuramente sentito parlare e che sembra abbia provocato ingenti danni alla stregua delle sostanze che vi ho in precedenza citato.

Rocco Schiavone dimostrando brillantezza e intuito risolve il caso ma parecchi interrogativi rimangono irrisolti quali le pastoie, soprattutto finanziarie, che ruotano come satelliti intorno al delitto.

Rocco Schiavone è testa dura e non può rimanere indifferente e la sua caparbietà è il tema principale di Rien ne va plus dove la scomparsa di un furgone portavalori (al tempo si usava così) finirà inevitabilmente con l’intrecciarsi ai fatti del precedente romanzo.

Ad ogni modo la trama non si limita all’indagine ma vengono evidenziati i lati introspettivi di Schiavone quali i rapporti con i componenti la sua squadra di collaboratori mai così protagonisti, la tormentata liaison con Caterina, mai del tutto dimenticata, mentre l’ombra dei servizi con Baiocchi, vivo o morto non importa, grava sulla sua esistenza.

Vi informo che ho anche trovato delle note delle quali una inerente il giuoco del calcio, progenitore del nostro mindball, riguardante una pagina dolorosa di una certa Associazione Sportiva Roma in data 26.05.2013 e l’altra scritta a matita: Bucchianico.

In tutta onestà il mio reddito è quasi agli sgoccioli e non ho potuto andare oltre per decifrare queste note misteriose. Chissà forse in futuro…

Cari amici, ho già provveduto ad inviarti scansione di entrambe le opere, cosa che spero apprezzerete mentre, rifacendomi alle tecniche dei secoli passati, unirò i due volumi in un unicum ribattezzandolo suivi vista la ravvicinata cronologia dei fatti, la loro quasi contemporanea pubblicazione e il tema del gioco d’azzardo con un termine usato nel più micidiale gioco dell’epoca: Chemin De Fer.

Scriverei per ore su questo argomento ma sono atteso per la mia festa di compleanno su una terrazza prospiciente il lago Testaccio. Sicuramente riceverò l’ennesimo paio d’occhiali UV 4000 che, come mi insegni, sono necessari nel nostro tempo.

Albalonga, 29.01.2158

Vi abbraccio

DV

P.S

Ho indegnamente preso spunto da Alessandro Manzoni e Umberto Eco ai quali, in tutta onestà, porgo le mie scuse.

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