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Il 60% degli italiani non legge libri: l’indagine Istat sulla lettura

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Il 60% degli italiani non legge libri: l’indagine Istat su produzione e lettura dei libri in Italia certifica la lenta agonia della lettura in Italia.

Gli italiani e la lettura non hanno un buon rapporto: soltanto 4 italiani su 10 nel 2016 hanno letto almeno un libro non per motivi di studio o professionali. A certificarlo è l’indagine Istat su produzione e lettura dei libri in Italia nel 2016.

Il dato, che prende in esame gli italiani che hanno più di 6 anni, è peggiore rispetto all’anno precedente: il 40.5% degli italiani ha letto almeno un libro nel 2016 rispetto al 42% registrato nel 2015. A salvare il settore sono le donne che leggono molto più degli uomini.

A leggere sono soprattutto i giovani tra gli 11 e i 14 anni (51,1%). Come sempre chi trova libri in famiglia diventa poi un lettore: legge libri il 66,9% dei ragazzi tra i 6 e i 18 anni con entrambi i genitori lettori, contro il 30,8% tra i figli di genitori che non leggono libri.

Più si è istruiti inoltre e più si legge: legge il 73,6% dei laureati ma solo il 48,9% fra chi ha conseguito al più un diploma superiore. Dato questo che gioca a sfavore dell’Italia che, è bene ricordarlo, è penultima in Europa per quanto riguarda la percentuale di laureati.

Si pubblicano più libri, diminuiscono i lettori

A fronte di un mercato di lettori sempre minore gli editori pubblicano sempre più libri: i circa 1.500 editori attivi censiti hanno pubblicato 61.188 titoli e hanno stampato quasi 129 milioni di copie (circa due per ogni cittadino italiano).

Fa riflettere la media delle tirature dei titoli pubblicati: in media infatti si stampano poco più di 2mila copie a titolo, il che la dice lunga su come certi libri non arrivino nemmeno in libreria.

Continua la crescita degli ebook con più di un libro su tre che viene pubblicato anche in formato digitale (circa 22mila titoli). Se andiamo a vedere la scolastica la percentuale sale al 53,3%.

Buco nero al Sud

Purtroppo dispiace notare un vero e proprio buco nero di lettori nelle regioni del Sud dove a leggere non è nemmeno un 1 italiano su 3 (appena il 27.5%).

L’area del Paese in cui si legge di più è il Nordest con il 48,7% di lettori. Il fattore legato alle abitudini famigliari è fondamentale: legge libri il 66,9% dei ragazzi tra i 6 e i 18 anni con entrambi i genitori lettori, contro il 30,8% tra i figli di genitori che non leggono libri

Siamo sicuri che sia davvero colpa di Amazon?

Di fronte ad uno scenario di questo tipo, con sempre meno lettori e sempre più titoli stampati in quantità ridicole, sorge spontaneo farsi una domanda: ma siamo sicuri che la crisi delle librerie indipendenti sia tutta colpa di Amazon?

Forse, e dico forse, invece di puntare il dito su chi ha come obiettivo vendere cercando di ottenere il maggior vantaggio economico possibile, bisognerebbe fare un po’ di autocritica sulle proposte editoriali fatte in questi anni, sulle strategia di vendita e di coinvolgimento del pubblico, sulle scelte fatte a livello di politica culturale nel nostro paese (perché è chiaro che il problema non è soltanto degli editori).

Se in Germania e Francia, paesi in cui mi risulta operi Amazon, il mercato librario vale rispettivamente 9.3 miliardi di euro e 4 miliardi di euro, mentre in Italia conta meno di 1,3 miliardi, forse sarebbe il caso di piangere un po’ meno il morto e, a livello di comparto culturale, rimboccarsi le maniche per migliorare la situazione.

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