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Libra

Libra di Don Delillo racconta uno dei personaggi più misteriosi del XX secolo, Lee Harvy Oswald, l’uomo che tutto il mondo conosce come l’assassino di John Fitzgerald Kennedy.

LibraTitolo: Libra
Autore: Don DeLillo
Editore: Einaudi
PP: 427
Prezzo: 13 euro cartaceo, 6.99 ebook

Il segno. Libra. Il segno zodiacale della Bilancia. L’oscillazione.

Lee Harvey Oswald, presunto assassino del presidente Kennedy a Dallas il 22 novembre del 1963, ha diversi sogni; Libra di Don de Lillo è un libro di grandi sognatori e di grandi perdenti e si muove senza una normale sequenza logica tra la vita di Oswald, un gruppo di faccendieri legati alla CIA e immigrati anticastristi.

Il fallimento dello sbarco americano alla Baia dei Porci fa da sfondo alle frustrazioni dei protagonisti.

La moltitudine e frammentazione delle agenzie di sicurezza americane in una narrazione tutt’altro che lineare si alterna alla linea vitale del capro espiatorio più famoso del Novecento, Lee Oswald, eppure la geometria del romanzo rimane strutturata per linee.

Geometria. Due linee parallele corrono all’infinito senza mai incontrarsi se l’oscillazione della bilancia non le connette come la corda di una chitarra: la vita di Oswald da una parte (diserta in Russia, si sposa, torna in America, si appassiona di armi) e dall’altra le ramificazioni delle agenzie di sicurezza nascoste appunto dalla loro frammentazione (nessun membro della CIA conosce cosa succede nel livello successivo o precedente della sua agenzia).

Nessuno sa fino alla fine che il bersaglio è il presidente Kennedy o che si fosse partiti dall’idea di un attentato falso, concepito solo per smuovere l’animo degli americani.

Due linee che corrono all’infinito senza mai incontrarsi, spezzate in vari punti di incontro da segmenti formati dagli altri personaggi, alcuni folli, altri estremamente determinati e lucidi, creando una ramificazione geometrica che è il vero tessuto del romanzo, che non segue una narrazione logica dal punto di vista spazio temporale ma ne intreccia i segmenti.

Oswald nasce sotto il segno della bilancia, quindi oscilla, vuole fare la storia, cerca di essere riconosciuto per quello che lui vorrebbe essere ma che sfortunatamente la linea della realtà non gli restituisce.

Dopo aver disertato, Lee oscilla di nuovo in America, dove impara a usare il fucile e viene notato dagli anticastristi puri, che staccatosi dalla CIA, ne riconoscono la profonda debolezza e duttilità.

Come nota DeLillo è dei deboli che “puoi fare ciò che vuoi”, chi soffre nel proprio io ha bisogno che gli venga offerta una personalità opposta, una nuova rinascita. Nuova oscillazione di Libra, nuovo peso sulla bilancia.

Le armi. Oswald si fa fotografare dalla moglie con il fucile. Ormai è già un altro ma non può sfuggire all’incrocio di tensioni che lo porteranno ad amare tanto le armi e a farsi fotografare per lasciare qualcosa di sé ai discendenti. Non gli importa più della politica, dopo aver invano provato a entrare a Cuba come se fosse un famoso comunista.

Nessuno ne riconosce il valore, neanche a Cuba. La bilancia ritorna a oscillare, deve compiere qualcosa d’importante, il suo valore deve essere riconosciuto.

Nessuno riuscirà mai a misurarlo nella confusione di quegli attimi e nella improvvisa interruzione della sua linea vitale. Il resto è storia, o quasi.

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