Londra in Nero, la recensione

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Londra in Nero, una raccolta di storie brevi a cura di Oscar Zarate. La recensione di Daniele Cutali per Sugarpulp MAGAZINE.

londra-in-nero-magic-press-copertinaLondra è una città dal fascino incommensurabile che ha sempre suscitato interesse in ogni campo delle arti, letteratura, musica, esoterismo, scienza.

È tra le metropoli più grandi d’Europa e del mondo intero, ed è uno degli ombelichi del mondo occidentale, a buona ragione.

Londra è la capitale del rock, delle mode, di tantissime cose radicate nell’immaginario popolare. La capitale britannica presta il fianco anche al mistero, al thriller e al noir, ovvio.

Tra le crudeli e ben reali vicende legate alla figura di Jack Lo Squartatore, famosi personaggi di finzione come Sherlock Holmes e Miss Marple, la città inglese è stata cantata e decantata da moltissime autrici e autori che hanno fatto assurgere delitti e investigazioni a loro bandiera.

Nel caso invece di Londra in Nero, pubblicato in Italia da Magic Press, a essere protagonisti sono i vari quartieri della metropoli e quanto di più marcio c’è nell’umanità che li abita, immerso nel fantastico o meno che sia.

Meglio ricordare che la gloriosa Magic Press fu la prima casa editrice a pubblicare in Italia la serie de Il Corvo di James O’Barr e che poi proseguì Sandman di Neil Gaiman, acquisendo i diritti della Vertigo da Comic Art. Mica pizza e fichi, quindi si fa sul serio.

Ventiquattro tra storie disegnate e brevi racconti raccolgono l’animo più inquieto delle zone periferiche e centrali della capitale, raccontato da scrittori e disegnatori tutti rigorosamente britannici che fungono da fari nelle notti buie e fumose degli angoli della città.

Qualche nome, Alan Moore e Neil Gaiman, Dave McKean, Iain Sinclair, Stewart Home e Stella Duffy.

Avanzi di galera, scultrici di ghiaccio, storie di vita che lasciano l’amaro in bocca, a volte il vomito, mitologie e miti urbani che sciorinano i loro racconti alle fermate del tube, l’immensa rete della metropolitana londinese che porta in ogni capo della città in venticinque minuti, boccali di birra infernale in pub sgualciti dal tempo britannico.

Ci sono poesia pura e squallore ibrido in questa raccolta di racconti, emozioni che arrivano alla pancia e che fanno vivere e rivivere la Londra che non si conosce.

Quella notturna e nebbiosa che era di casa a Whitechapel. Assolutamente da avere, per gli amanti della britannicità ma anche e soprattutto per gli amanti dei “terremoti emozionali”.

 

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