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L’onnipotente

Ne L’onnipotente Vaccari mette in scena un’Umanità allucinata dove l’estremizzazione assoluta in nome dell’Io è l’unico solco possibile da seguire

L'onnipotenteTitolo: L’onnipotente
Autore: Michele Vaccari
Editore: Laurana Editore
PP: 221
Prezzo: 15,50

Vaccari è tornato in libreria con il suo romanzo L’onnipotente. Una discesa senza censure fin nell’essenza della corruzione umana, il tutto in pieno stile Vaccari.

La trama del romanzo narra dell’ascesa di Santo Bustarelli (nomen NON est nomen, perché il protagonista di santo non ha proprio nulla) all’interno della Santa Romana Chiesa, un’ascesa basata sulla prevaricazione, che fa leva sui vizzi e paure altrui, una scalata fatta in nome e per il Potere.

Un potere che si insinua nelle ipocrisie umane e, come l’acqua infiltrandosi nella pietra una volta che si congela la spacca, così questo corrompe e devasta tutto e tutti quanti si mettono sulla strada tra Bustarelli e la sua onnipotenza. Bustarelli gli scrupoli non sa cosa siano e non rispetta nulla che non sia il suo proprio appetito.

Come qualsiasi criminale organizzato il Bustarelli J.r ha due scagnozzi di fiducia: Lupo e Acne, che non sono solo quello che sembrano… serve raccontare altro? Raccontiamolo lo stesso: Un colpo di scena nella narrazione farà comparire anche dei neo-dolciniani della Val Sesia decisi ad osteggiare l’ascesa del diabolico Bustarelli…

Vaccari mette in scena un’Umanità allucinata dove l’estremizzazione assoluta in nome dell’Io è l’unico solco possibile da seguire, e quanti non si rendono competitivi in questo senso rimangono a far da tappeto di scarafaggi posticci sullo sfondo: calpestati con orrore. Il rispetto della Persona Umana non è nemmeno considerato come possibile, neanche nei più violenti viaggi onirici.

Anche in questo romanzo l’Autore impiega lo stile narrativo a cui ci ha abituati in Italian fiction e Giovani, nazisti e disoccupati, uno stile teso a rendere la narrazione liquida ed originale, qualcosa che raggiunga i lettore con l’epifania dell’efficace originalità.

Bisogna dire però che, forse per la caratterizzazione dei personaggi o per lo scenario di ambientazione (quello Cattolico-clericale) scelto per la trama, lo stile utilizzato se non porta chi legge, ad incepparsi nella lettura, quanto meno fa si che la presa esercitata dalla storia su di esso si ammorbidisca leggermente… ma non temete: è questione di poche righe al massimo.

Il romanzo L’onnipotente non può non far riflettere su una serie di argomenti e tematiche che cominciano con il potenziale distruttivo del Potere quando viene designato come fine e non come mezzo… e su molti altri aspetti di cui non ritengo opportuno trattare qui, per il semplice fatto che su Sugarpulp si consigliano buone letture, quello che ci fate con ciò che leggete sono cazzacci vostri! Fingete che qui ci sia uno smile.

Complimenti a Vaccari e a Laurana editore per aver pubblicato un pacchetto narrativo a tinte forti che quando lambisce il truce strappa più di qualche sorriso amaro al lettore: leggete comprate, leggete!

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