L’ospite inatteso, la recensione

L’ospite inatteso di Patricia Gibney, la recensione di Federica Belleri della prima indagine della detective Lottie Parker.

L'ospite inatteso, la recensioneTitolo: L’ospite inatteso
Autrice: Patricia Gibney
Editore: Newton Compton
PP: 480

L’ospite inatteso è il romanzo d’esordio di Patricia Gibney, autrice irlandese. La sua scrittura è una sorta di terapia cominciata dopo la scomparsa del marito.

L’ospite inatteso è l’inizio di una serie focalizzata attorno al personaggio dell’ispettrice Lottie Parker.

Siamo nel cuore dell’Irlanda, in una zona piuttosto anonima, dopo essere stata in auge come polo industriale e commerciale. Una cittadina ora in letargo.

Lottie è vedova e deve districarsi tra il lavoro e i suoi tre figli, che le creano più di una preoccupazione. Tra la fine del 2014 e gli inizi del 2015 la sua vita verrà catapultata in un’indagine difficile e devastante dal punto di vista emotivo.

Il primo omicido che la vedrà presente sul luogo del crimine sembra un caso isolato, forse semplice. Non sarà così. Pian piano e tra muri di cemento armato da abbattere, scoprirà quanto di marcio ci possa essere nell’animo umano.

Avrà intorno uomini potenti, senza scrupoli, dal passato orribile. Si confronterà con i silenzi della Chiesa. La sua squadra farà da supporto indispensabile a questa vicenda, e alla sua vita privata, troppo incasinata per darle una mano.

Una storia del passato lentamente sarà tirata in ballo e travolgerà il fragile equilibrio di Lottie, che non ha mai dimenticato il dolore subito da bambina.

L’argomento trattato in questo thriller è delicato, perché si parla di bambini. Ma si parla anche di segreti, di date di nascita e di morte, di violenza, di ricordi sofferti e indelebili che possono portare alla pazzia. Fra interrogatori e alibi da verificare l’assassino continua ad agire, sempre nello stesso modo. Perché?

L’ospite inatteso è un romanzo dal ritmo serrato, soprattutto nell’ultimo pugno di pagine. Lascia spazio all’immaginazione e agli indizi sparsi un po’ ovunque, per poi arrivare ad un finale inaspettato.

Emerge la terra d’Irlanda, avvolta dal freddo inverno e dalle lunghe giornate buie. Emerge la tristezza di una donna che fatica a ricucire il suo quotidiano e la forza d’animo che le impedisce di mangiare e di dormire, pur di risolvere questa indagine.

Emerge l’amore immenso di Lottie per i suoi figli e la fragilità che dimostra nei confronti degli uomini. È una donna che non si lascia facilmente avvicinare e intimorire. Il romanzo è ben tradotto e sono curiosa di leggerne il seguito.

Buona lettura.

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