Lucca Comics & Games è letteratura, di Matteo Strukul

Lucca Comics & Games 2016, l'evento su Sugarpulp MAGAZINE

Lucca Comics & Games è letteratura, l’editoriale di Matteo Strukul. Quando la letteratura è fenomeno di massa con teatri e sale stracolme di lettori.

Lucca Comics & Games è letteratura. Lo vogliamo dire? Faccio un elenco degli autori invitati ai panel di “cartello” giusto per dare un’idea del livello: Terry Brooks, Brandon Sanderson, Steven Erickson, Licia Troisi, Frank Miller, Cecilia Randall, Stefano Benni, Silvana de Mari, per una sezione curata dal Gran Maestro Pierdomenico Baccalario, autore bestseller per ragazzi tradotto in tutto il mondo che anche quest’anno, ha sfoderato una selezione di nomi impressionanti.

A dimostrazione di quanto Lucca Comics and Games sia centrale anche per quanto riguarda la letteratura, al punto che possiamo dire serenamente che almeno per quel che concerne il romanzo fantasy e di fantascienza non esiste, oggi, qualcosa di lontanamente paragonabile. Il livello dei panel è stato altissimo, la conduzione di Baccalario oltremodo colta e intelligente, ma, proprio perché tale, mai autoreferenziale o snob. Insomma a Lucca la letteratura è fenomeno di massa, condivisione totale con teatri murati di gente, sale stracolme, code infinite per gli autografi.

Roba mai vista. Anzi, già vista l’anno scorso, sempre a Lucca Comics & Games. Eh eh eh… Che questo fatto non sia ripreso dai grandi giornali, con l’eccezione de La Repubblica che grazie a Dio si è peritata di intervistare Terry Brooks e Licia Troisi, ha dell’incredibile. Anzi no, scusate, è del tutto ovvio in Italia: un Paese che si guarda bene dal considerare questi autori e i loro romanzi come letteratura tout court. Il che è pura follia. Sarebbe un po’ come dire che Bram Stoker, Robert Louis Stevenson, Mary Shelley, John Ronald Reuel Tolkien sono romanzieri di genere. Ah ah ah, scusate mi asciugo le lacrime.

Un mercato concepito per non esistere

La verità è che il nostro mercato è concepito per non esistere. E infatti i numeri sulla lettura stanno ai minimi storici. Proprio per questo, la ghettizzazione alla quale questo tipo di storie è sottoposta da parte di una fetta importante dell’industria editoriale, critica compresa, è a dir poco demenziale. Che poi, se vi andate a vedere le classifiche degli ultimi mesi, scoprirete che in testa ci stanno autori come Joanne K. Rowling, Valerio Massimo Manfredi, Paula Hawkins, George R. R. Martin, Andrea Camilleri, Marcello Simoni, Antonio Manzini, Ildefonso Falcones, giusto per citarne alcuni, tutti autori c. d. di genere. E mi riferisco alle classifiche stilate da GFK, quelle, per capirci, che finiscono ogni fine settimana su la Repubblica o il Corriere della Sera e che tengono conto della vendita nelle librerie e nella grande distribuzione.

Come potete vedere sono autori che scrivono fantasy, romanzo storico, thriller e giallo, perciò, se si ha un minimo di onestà intellettuale, ci si rende conto che la “finestra letteraria” di Lucca è fortemente rappresentativa del mercato da una parte e, mi permetto di aggiungere, dell’arte dall’altra. Perché molte di queste storie finiscono per diventare fumetto, film, serie tv, divenendo canoni di riferimento su cui plasmare l’industria dello spettacolo e dell’intrattenimento. Ecco, ho pronunciato la parola proibita: INTRATTENIMENTO.

C’è un sacro terrore per quest’idea da parte degli autori italiani ed è forse proprio questa la cifra più rappresentativa del nostro modo di intendere la letteratura: sofferenza, dolore, tortura. Perché la letteratura è alta, irraggiungibile, è flusso di coscienzaCAZZATE.

Non mi venite a dire che questa non è letteratura…

Provate a leggere autori come Dante Alighieri, Alexandre Dumas, Omero, Victor Hugo, Lev Tolstoj, Johann Wolfgang von Goethe, Friedrich Schiller, William Shakespeare e domandatevi se, davvero, non sono dei grandi incantatori, dei formidabili narratori di storie, fondate su un ritmo preciso, su un senso profondo dell’avventura, chiedetevi se questi straordinari autori non hanno creato personaggi popolari e di grande impatto, al punto da rappresentare veri e propri campioni di riferimento per l’immaginario collettivo. Achille, Ettore, Macbeth, Conan il Barbaro, Faust… vabbè dai, troppo facile.

Scrittori, quelli nominati, divenuti classici della letteratura. E sapete perché? Perché solo il tempo dirà cosa è letteratura e cosa no. Non la critica, le accademie, i premi.

Nel frattempo Lucca Comics & Games, darà l’opportunità agli autori di diffondere le proprie storie, di incontrare i lettori, di vivere INSIEME a loro cinque giorni di scambio totale, di coltivare una concezione di cultura vicina al pubblico e per il pubblico, contribuendo, in tal modo, a formare nuovi lettori.

E non mi venite a dire che questa non è letteratura.

Leggi gli altri articoli del nostro speciale dedicato a Lucca Comics & Games 2016

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