L’ultima colonia, la recensione di Camilla Bottin

L’ultima colonia di John Scalzi è un romanzo di fantascienza originale e moderno che mancava nelle nostre librerie.

ultima-coloniaTitolo: L’ultima colonia
Autore: John Scalzi
Editore: Gargoyle
PP: 315
Prezzo: 18 euro

In una galassia espansa, in cui sono presenti moltissime forme di vita aliene, la vera umanità non risiede nell’Unione Coloniale ma nel tentativo, efficace, degli amministratori John Perry e Jane Sagan, ex combattenti delle Forze di Difesa Coloniale, di mantenere viva una colonia, Roanoke, bersaglio incrociato degli imperialismi opposti dell’Unione Coloniale e del Conclave.

La logica delle influenze di potere che possiamo a tutti gli effetti definire “politiche”, porta a considerare un gruppetto di coloni, prelevati dai dieci mondi più popolosi dell’Unione Coloniale, come pedine altamente sacrificabili: Roanoke è una semplice esca per attirare in trappola il Conclave, organizzazione parallela che si oppone a queste strumentalizzazioni.

Peccato che gli stessi coloni, tra cui all’inizio i due amministratori, siano “manipolati” da un flusso di informazioni “filtrato”: l’Unione Coloniale ha tutto l’interesse a far apparire il Conclave come un’entità malefica che distrugge colonie senza pietà.

Sagan si riscopre inoltre aggiornabile: come ex combattente all’interno del suo corpo possiede della nanorobotica in grado di apportare migliorie fisiche al suo corpo, ma questo non è inusuale in un universo in cui si possono sostituire i corpi dei soldati con nuovi involucri con un DNA di base che è lo stesso del proprietario.

A completare il quadro, peraltro già assurdo, c’è la presenza di una figlia adottata venerata da un’intera razza di alieni, gli Obin: il padre della ragazza, uno scienziato traditore, ha fornito loro gli “impianti di coscienza” in grado di far provare emozioni intense. Gli Obin, esseri letali quanto amorfi, ora sono grati di poter sviluppare la loro intelligenza con una coscienza di fondo che possiamo dire fatta di sentimento.

È un universo strano sì, gli alti papaveri dell’Unione Coloniale spacciano le loro decisioni come bene assoluto per l’umanità ma Sagan e Perry, con il supporto celato di un comandante delle FDC, sanno distinguere il fieno dalla biada: per questo possiamo dire che John Scalzi, vincitore del Premio Hugo 2013, fa attenzione al percorso etico dei suoi personaggi, non li abbandona mai a se stessi: il suo romanzo, terzo capitolo della saga Old Man’s War , si struttura in maniera tale da mischiare in uno stesso romanzo politica, combattimenti e soprattutto indipendenza di opinione.

Il suo stile, rapido e colloquiale, accompagna il lettore fino alla fine con un sorriso: quanto conta, realmente, l’umanità? Un romanzo di fantascienza originale e moderno che mancava nelle nostre librerie.

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