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L’ultima (ri)lettura

Da allora in poi, con sporadiche interruzioni di tre o quattro settimane, la cosa andò avanti in maniera abbastanza tranquilla, se così si può dire. Pove, Crespano, Feltre,Giavera del Montello, Rossano: un po’ tutto il triangolo tra Cittadella, il Montello e il Bassanese.
Tutto ciò non fece che giovarmi: per fare economia, smisi persino di bere (quanto al fumare, mi fatto in vita mia, ma se provocare bruciature di sigaretta a non finire ad un sosia di Keith Moon ben legato e imbavagliato può dirsi tale, allora sì).
Persino i grandi giornali iniziarono a citarmi. Io continuavo a scorrazzare con il mio Volkswagen,e, per non cominciare ad essere ritenuto “troppo presente” sui luoghi dei misfatti, iniziai a camuffarmi. Occhialoni e cappellone, nulla di che; non poteva bastare. E così, decisi di fare il Grande Salto.
Il Polesine.
Posti isolati, silenziosi e perfetti. E poi, lì abitava mio zio Beppo, che ignaro di tutto poteva darmi asilo nella sua casupola poco al di fuori da Porto Caleri.
La mia attività polesana durò un mesetto, il che equivaleva al mettere ko Jim Morrison (Festa dell’Impepata di Cozze) e gli Eagles (32esimo Fratta in Festa).
Ma c’era un’ultima missione.
Dico “ultima” perché ormai era ora di cambiare; non sia mai che un mio identikit stesse girando!
Ma Gregorio (sì, lo Sprangon) doveva fare i conti con il suo incubo peggiore.
Il microfono.

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2 Comments

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  1. Giacomo Brunoro 8 anni ago

    In effetti non se ne può proprio più delle cover band: basta!

  2. […] i racconti “La fiducia”, “Cosa accadde di straordinario a Toni Bedin” e “L’ultima rilettura”, tre dei racconti che fanno parte di “Territori Noir – Sugarpulp Vol. 1″, la […]

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