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L’uomo fedele, la recensione

L’uomo fedele di Louis Garrel, la recensione di Silvia Gorgi inviata Sugarpulp al Transilvania International Film Fest 2019.

È una commedia brillante ed elegante, quella che mette in scena con garbo Louis Garrel, qui nel ruolo di regista, alla seconda prova, sceneggiatore e attore.

Un triangolo amoroso è centro della sua narrazione, e accanto a lui in scena ci sono Letitia Casta e Lily-Rose Depp, la figlia di Johnny Depp e Vanessa Paradis.

L’uomo fedele al TIFF-Transilvania International Film Festival ha vinto il premio speciale della giuria, mentre in Italia è uscito a fine aprile. È un film assolutamente da recuperare quest’estate, per chi l’avesse perso, nei vari cineforum sparsi lungo lo Stivale.

Il film racconta la storia di Marianne e Abel, amanti e conviventi. Inizia con una sequenza cult in cui il povero Louis Garrel-Abel, con la faccia attonita e strabiliata, viene mollato un giorno per un altro, dalla bellissima Letitia Casta-Marianne, che gli confessa, d’essere innamorata del suo migliore amico, Paul, da cui aspetta un figlio.

Abel non fa nulla per opporvisi e la vita scorre, o meglio per lui resta ferma, quasi cristallizzata, a quel momento, e riprende nove anni dopo, quando il cuore di Paul si ferma, e Abel e Marianne si rivedono al suo funerale, e tornano a frequentarsi, solo che nel frattempo il piccolo Joseph, figlio di Marianne e Paul, saprà complicare la vicenda, divenendo il personaggio chiave nella storia, in grado di sovvertire le certezze degli adulti, insieme a Eve, giovane sorella di Paul, appena uscita dall’adolescenza, e da sempre segretamente innamorata di Abel.

Il primo nodo da sciogliere per Abel è la convinzione da parte di Joseph, appassionato di enigmi polizieschi, che Marianne abbia avvelenato il padre.

Scritto magnificamente, con dei dialoghi che spesso riescono a strappare la risata, grazie a una trama con innesti thriller, e sorprese continue, ben interpretato dagli attori scelti da Garrel e da lui stesso, L’uomo fedele, dopo Les deux amis, opera prima del sex symbol francese, unisce nelle giuste dosi, suspense, e spirito beffardo, ritmo e sentimenti.

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