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Matrimonio siriano, la recensione

Matrimonio Siriano, la recensione di Carlo Cracco del romanzo di Laura Tangherlini pubblicato da Infinito Edizioni.

Matrimonio siriano, copertinaTitolo: Matrimonio siriano
Autore: Laura Tangherlini
Editore: Infinito Edizioni
Pagine: 189

Matrimonio siriano, di Laura Tangherlini, con prefazione di Gian Antonio Stella e introduzione di Corradino Mineo, terza fatica editoriale della giornalista di RaiNews24 dopo Siria in fuga (2013) e Libano nel baratro della crisi siriana (2014, con Matteo Bressan), racconta, attraverso la pagina scritta e il DVD contenente il documentario omonimo, di un doppio amore.

L’amore dell’autrice per il marito, il cantautore Marco Rò, sposato nell’ottobre del 2016, e quello che Laura prova, con tutto il suo cuore, per la Siria e il popolo siriano. Un amore duplice, narrato con gioia, dolcezza, a tratti con delicata ironia, ma anche, a causa della guerra civile che devasta il Paese dal 2011, con il rigore e l’urgenza di mostrare al lettore le conseguenze più crudeli del disfacimento di una sorta di Paradiso perduto che il mondo, a volte complice, spesso indifferente, preferisce fingere di non vedere.

Nelle settimane che precedono le nozze Laura si reca in Libano, a documentare la situazione di uno Stato messo sotto pressione dalla marea di disperati, palestinesi e siriani, scappati da guerre, violenze e distruzione. La futura sposa è testimone delle condizioni dure, a volte durissime, in cui sono costretti a sopravvivere i profughi nei campi allestiti in un Paese che, con risorse limitate ed infrastrutture insufficienti, accoglie, di fatto, molto più di tanti altri decisamente più ricchi e “in salute”.

Laura Tangherlini intervista i rifugiati nelle strade e visitando le loro case, parla con gli operatori delle ONG che li assistono con i pochi fondi di cui dispongono. Ciò che emerge da questo appassionato lavoro di inchiesta, oltre appunto all’amore di chi scrive per il popolo siriano e alla sua sofferenza per una sorte travagliata e ingiusta, è uno scenario drammatico che grida alle coscienze silenziose delle genti europee e del resto del mondo, invitandole a svegliarsi e ad agire per fermare o almeno alleviare l’ennesima, grande tragedia umanitaria annunciata.

Laura, con le sue parole schiette ed incisive, ci rende partecipi delle emozioni e dell’umanissima realtà delle vicende, pubbliche e private, presentate una bella pagina dopo l’altra. Così facendo evidenzia, all’interno di un quadro fosco e drammatico, preziosi semi di speranza destinati, con un po’ di fortuna, a costruire un ponte, metaforico e concreto allo stesso tempo, verso un futuro ben più luminoso di questo spietato, lugubre presente.

Un futuro, senza morti e guerra, che si intravede già nel network di solidarietà e relazioni positive, sane che si viene a creare nei campi profughi, tra chi aiuta e chi deve essere aiutato, tra adulti e bambini, genitori e figli, tra operatori, un tempo a loro volta sfollati o profughi, e individui o famiglie in fuga da una guerra fratricida.

I siriani, dal Libano, dalla Turchia, dai Paesi europei che con fatica sono riusciti a raggiungere, sognano il ritorno in patria, in una Siria pacificata e ricostruita che non c’è più e che stenta a tornare ad essere reale. Nessuno dei tanti, piccoli grandi protagonisti di questo bel Matrimonio siriano rinuncia mai alla propria umanità, alla voglia di riscatto, al desiderio di restare o di tornare ad essere, al di sopra delle atrocità e delle bombe, persone, esseri umani a tutto tondo.

Laura e Marco concludono il loro matrimonio con la Siria e i siriani a Reyhanli, in Turchia, consegnando regali ai bambini di un centro per attività diurne e di un orfanotrofio, degno epilogo, ricco di genuino, infantile e ancora innocente entusiasmo, dei festeggiamenti per una splendida, doppia storia d’amore. Quella tra due neo sposi e quella degli stessi con un indomito mondo di “ultimi”, entrambe al loro emozionante e promettente inizio.

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