Melancholia, un film di Lars Von Trier

Melancholia, un film di Lars Von Trier

Melancholia: un climax ascendente che spiazza e conquista lo spettatore sfruttando diverse chiavi di lettura.

 

Lars Von Trier è un regista controverso. Uno di quelli che “o lo ami o lo odi”. Un regista che trasmette attraverso le sue pellicole i propri stati d’animo, come una seconda pelle. Melancholia è una pelle ricca di cicatrici e punti d’ombra, che la rendono affascinante e irresistibile.

Il film in questione è maestoso e profondo, trasuda disagio e depressione da ogni poro, mettendo a nudo la fragilità umana e l’ineluttabilità di un destino già scritto e crudele. Von Trier ha riunito per l’occasione un cast eccellente composto da attori del calibro di Kirsten Dunst, Charlotte Gainsbourg, Kiefer Sutherland, Alexander Skarsgård, Charlotte Rampling e non solo.

A condire un piatto già ricco ci pensano una fotografia magistrale, musiche avvolgenti ed elegantissime, un plot che scorre senza intoppi nonostante la lunghezza della pellicola (130 minuti).

Melancholia

Film sostanzialmente diviso in due parti aventi per titolo il nome delle due sorelle protagoniste, rispettivamente Justine e Claire, che rappresentano emblematicamente le personalità antitetiche dei personaggi della Dunst e della Gainsbourg, così diverse da risultare complementari.

Melancholia rappresenta un climax ascendente, una quiete che si trasforma man mano in tempesta interiore sempre più violenta, andando a disintegrare la stabilità mentale, i rapporti umani e le sicurezze su cui la vita, normalmente intesa, si fonda. Splendido il mutamento della protagonista (meravigliosa Kirsten Dunst, premiata meritatamente con la Palma d’Oro al 64° Festival di Cannes), che sprofonda sempre più in una catatonia depressiva esulando se stessa da ogni rapporto e vivendo apaticamente il succedersi degli eventi in attesa dell’amaro destino.

Il matrimonio con cui si apre Melancholia fa da preambolo alla catarsi, mostrando quanto labili ed effimeri siano i legami e quanto la giovane neo-sposa sia in realtà estranea a tutto ciò che la circonda, ponendosi quasi come un immaginario deus ex machina onniscente (che anzichè modificare gli eventi, ne conosce la conclusione e ne vive in modo atono ogni istante lasciando che la sorte faccia il proprio corso).

Melancholia

Numerosi momenti di questo film fanno letteralmente scendere brividi lungo la schiena (in primis l’avvicinarsi sempre più pressante del misterioso pianeta Melancholia), e i personaggi controversi di quest’opera pessimistica ti lasciano davvero qualcosa dentro (anche Sutherland, che da uomo di scienza si trasforma in una figura debole e terrorizzata dall’ineluttabile destino).

Le chiavi di lettura (un classico del Cinema di Von Trier) sono innumerevoli (quadri, allegorie, teorie scientifiche, etc.), e rendono questo film ancor più intenso ed affascinante. Forse un gradino sopra anche rispetto al portentoso Antichrist. Questa è Arte.

Non fermatevi alle apparenze e lasciatevi ammaliare dal misterioso cinema di Lars Von Trier. Vi ringrazierete.

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