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Memories of Murder, memorie di un cinema invisibile

Memories of murder del regista coreano Bon Joon-Ho è un capolavoro assoluto del noir, purtroppo mai distribuito nei cinema italiani se non ai festival. Per fortuna esiste la versione italiana in DVD

Memories of Murder (2003) del regista sud-coreano Bong Joon-Ho è un capolavoro assoluto non solo della cinematografia asiatica, ma del cinema tout court, poiché è uno dei film più innovativi visti sugli schermi (purtroppo solo dei festival) nell’ultimo decennio.

In un’ipotetica classifica di film che hanno rinnovato il noir dagli anni Novanta a oggi risulterebbe sicuramente al primo posto, lasciandosi dietro di molti punti i tanto acclamati noir hollywoodiani.

Memories of Murder, memorie di un cinema invisibile

È la storia, vera, del primo serial killer operativo nella Corea del Sud, una storia che iniziò a Hwasung nel 1986, quando il paese era scosso da agitazioni politiche e fermenti sociali. Un caso ancora oggi irrisolto dal quale il film prende spunto, basandosi su fatti realmente accaduti, ma facendone uno schermo sul quale proiettare tutta la storia sociale e politica di quel periodo.

Il punto di vista dal quale è seguita la trama è quello di due poliziotti antitetici ai quali viene affidato il caso: un poliziotto del luogo, un po’ troppo rude, e un poliziotto idealista e rispettoso delle regole, inviato da Seoul. Quello di Seoul si trova a disagio per come la polizia del posto mette sotto pressione i sospettati, senza nessun rispetto per le leggi e i diritti civili di chi viene fermato.

Memories of Murder, memorie di un cinema invisibile

A questo punto di vista primario si alterna quello non del tutto secondario delle vittime casuali che vengono massacrate dall’oscuro killer. La frustrazione che cresce tra i poliziotti per non riuscire a risolvere il caso e la popolazione impaurita, viene trasmessa allo spettatore incapace di discostarsi dalla logica dominante del chi è stato e del perché l’ha fatto.

In un’area rurale del paese, il serial killer rappresenta ed estende l’inquietudine che percorreva in quel periodo tutta la popolazione residente nelle grandi città sud coreane, dove il potere politico, militare ed economico erano terra di lotte senza esclusioni di colpi tra diverse correnti più o meno autoritarie, gettando nel caos e nella miseria l’intera popolazione civile.

Memories of Murder, memorie di un cinema invisibile 1

La splendida fotografia aumenta il senso di angoscia e confusione nella quale era sprofondata la popolazione, tutti erano potenzialmente vittime in una società dove la ragione umana non aveva nessun valore (come dimostrato dal fallimento dei due pur bravi e intelligenti detective).

Attraverso il finale del film Bong Joon-Ho indica come le società contemporanee non sono assolutamente immuni da possibili scenari futuri densi d’inquietudine, formati dopo la messa in discussione, il disgregamento e l’annientamento di valori morali e civili eticamente determinati sui quali costruire (o almeno tentare di costruire) società sane dove ogni essere umano abbia gli stessi doveri, gli stessi diritti, le stesse possibilità di tutti gli altri.

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La visione parallela del film di Bong Joon-Ho e di Zodiac (2007) di David Fincher, pur nell’affinità dei due soggetti presi da storie vere similari, mostra chiaramente un debito di quest’ultimo verso Memories of murders, basti come esempio il modo particolare di utilizzare il principale tema musicale come un leit-motiv atto a sottolineare le scene clou di entrambi i film.

Memories of murders purtroppo non è mai stato distribuito nei cinema italiani, nonostante lo strepitoso successo che ha avuto in tutto il mondo e nei maggiori festival europei (Torino e Udine compresi), ma per fortuna risulta reperibile nella nostra lingua in DVD.

Guarda su Youtube il trailer di Memories of murder

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