La mente nera, la recensione

La mente nera è un saggio col sapore del miglior impegno civile, un lavoro che si legge con la velocità di un thriller mainstream, ma che regala riflessioni profonde da opera d’autore.

La mente nera, la recensioneTitolo: La mente nera
Autore: Corrado De Rosa
Editore: Sperling & Kupfer
Pagine: 320
Prezzo: cartaceo 17,00 euro, ebook 9.90 euro

La mente nera, saggio scritto da Corrado De Rosa con l’intento di delimitare i confini sfuggenti dell’esperienza storica e di vita del celebre psichiatra e criminologo Aldo Semerari, è un’opera acuta come il suo oscuro protagonista.

Per lunghi anni, nel cuore e nella mente, nera appunto, di Semerari pulsano i mille sanguinari misteri d’Italia, misteri che coinvolgono l’eversione nera, la banda della Magliana, la massoneria, passando per la strage alla stazione di Bologna, per golpe presunti o falliti, e collaborazioni e complicità tra mafia, camorra e servizi segreti.

Nella sua carriera, lo stimato criminologo non si fa mancare (quasi) nulla. De Rosa ce lo spiega con una scrittura veloce e garbata, senza che il lettore sia mai messo in difficoltà dai tanti nomi citati e dai numerosi fatti narrati, legati a doppio filo alle trame che hanno governato il nostro Paese in stagioni cupe e crudeli.

Semerari, in queste trame, compare ovunque, durante i suoi anni di gloria. Sono anni che si sovrappongono ad una storia d’Italia scandita da morti innocenti e meno innocenti, scritta attraverso strategie occulte e spargimenti di sangue utili ad anestetizzare i benefici di un progresso civile e democratico mal sopportato nelle segrete stanze del potere.

La “mente nera” Aldo Semerari paga con la vita la propria devozione ad un sistema perverso, intriso di tenebra morale e di lutti, un sistema che divora spietato i suoi stessi sostenitori. Quella di Semerari è un’epopea pulp malinconica e triste, una suggestione lontana, persa nello sguardo distratto e nella memoria labile di un Paese, il nostro, che mal sopporta di essere continuamente costretto a ripensare allo sterminato ossario che nasconde nei propri armadi.

La mente nera racconta la cronaca di una ballata solitaria, illustra, una (bella) pagina alla volta, la partecipazione di un ideologo del Male ad un gioco per sua natura più grande dei suoi protagonisti. Il Belpaese, da sempre, genera mostri: mostri organizzati, mostri istituzionalizzati, corrotti, complici, mostri in genere assai graditi al potere politico ed economico.

I mostri anomali, quelli che a modo loro sembrano coltivare un ideale, per quanto sbagliato, quelli che rischiano di smarcarsi imprevedibilmente dal sistema perché troppo geniali, incontrollabili e quindi pericolosi, vanno però incontro ad un destino molto diverso.

Vengono trattati, paradossalmente, alla stregua dei tanti, troppi eroi martirizzati di questo Paese dalle fondamenta marce e sanguinolente. Vengono uccisi. La mente nera è un saggio col sapore del miglior impegno civile, un lavoro che si legge con la velocità di un thriller mainstream, ma che regala riflessioni profonde da opera d’autore.

Il libro di De Rosa prova ad accendere una piccola luce in quella notte interminabile che è la storia d’Italia fin dalla sua unificazione. Quello che si riesce ad intravedere nel buio, leggendo tra le righe della coscienza sporca di una nazione intera, fa gelare il sangue nelle vene.

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