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Mentre Torino dorme, la recensione

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Mentre Torino dorme è la nuova, debordante indagine del commissario Paludi alle prese con una criminalità imprevedibile, capace di solcare qualsiasi confine.

mentre-torino-dorme-la-recensioneTitolo: Mentre Torino dorme
Autore: Fabio Beccaccini
Editore: Fratelli Frilli Editori
Pagine: 384
Prezzo: cartaceo 12,90 euro | e-book 4,99 euro

Mentre Torino dorme rappresenta, per me, una conferma definitiva: Fabio Beccacini ama le trame complicate. L’autore ligure torna in libreria con la quarta inchiesta del suo commissario – ora vicequestore aggiunto – Giorgio Paludi, e ci regala una storia ad incastro che vede nella Torino multietnica di oggi non solo il melting pot di culture diverse, ma anche il punto d’arrivo di una serie di traffici internazionali che prendono vita a migliaia di kilometri di distanza.

Se da un lato la vecchia capitale sabauda resta uno dei “personaggi” principali della narrazione, la trama si dipana questa volta tra Italia, Romania, Russia, Polonia, Ungheria e Colombia. Mentre Torino dorme dà voce, come già i capitoli precedenti, a tanti protagonisti del sottobosco criminale ed alla varia umanità che popola le periferie, per un puzzle la cui soluzione lascerà stupefatto il lettore.

Beccacini scatta ancora una volta una fotografia in tempo reale del capoluogo piemontese, mostrandoci la faccia nascosta e lunare della città: una metropoli dai confini in continua espansione e dall’identità sempre più indefinita, il cui cuore pulsante è ormai un coacervo di popoli,religioni e tradizioni diverse.

Lo sa bene Giorgio Paludi, genovese trapiantato di forza in San Salvario, alle prese con una serie di crimini locali -l’omicidio di una prostituta e quello del responsabile di una falsa agenzia matrimoniale- che si riveleranno essere connessi con il traffico internazionale di stupefacenti e la tratta di donne provenienti dall’Est Europa, con la Mafia rumena, la ‘Ndrangheta ed i Narcos colombiani.

Se nei primi romanzi della saga Paludi pareva uno sbirro old school uscito direttamente da un hard boiled americano, negli ultimi due capitoli della serie Beccacini sembra essere riuscito a scalfire la corazza del commissario avvicinando il personaggio ai migliori protagonisti del noir mediterraneo. Malinconico, nostalgico, solo, Paludi combatte una duplice ed eroica lotta quotidiana: contro il crimine e, soprattutto, contro sé stesso, il suo passato ed i suoi errori.

Una metamorfosi, questa, che segna la piena maturità di un autore capace di tessere trame intriganti, parlare di temi attuali e dare profondità ai suoi personaggi utilizzando uno stile sempre più personale e riconoscibile.

Confesso che in alcuni punti ho rischiato di perdermi: tante voci, tante storie, forse fin troppe. Ma Beccacini conferma la sua abilità nel tirare le fila regalandoci un finale avvincente in cui tutti i pezzi del mosaico finiscono al loro posto.

Mentre Torino dorme è un romanzo che immortala il nostro tempo senza edulcorazioni o false promesse sul futuro, e ci offre la possibilità di riflettere su quanto globale sia ormai la società nella quale viviamo. Una società in cui anche il crimine viaggia ed interagisce, senza difficoltà, da un continente all’altro tessendo, implacabile, la sua ignobile tela.

 

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