Metropia

Metropia

Probabilmente non se ne sentiva il bisogno: il filone narrativo distopico ha già abbondantemente fatto la sua parte con Il mondo nuovo di Aldous Huxley, 1984 di George Orwell, Fahrenheit 451 di Ray Bradbury (e, se vogliamo incastrarli nel genere, pure con Il signore delle mosche di William Golding e il supremo Battle Royale di Koushun Takami).

Metropia, cartoon svedese del 2009, merita comunque attenzione grazie alla tecnica utilizzata per realizzarlo, elaborata da un gruppo di illustratori (con a capo il regista Tarik Saleh) quasi tutti provenienti dal mondo graffitaro.

Questa la trama: in un futuro prossimo la mancanza di petrolio costringe gli Europei a spostarsi per mezzo di un’unica grande rete metropolitana.
Roger, il protagonista, vive a Stoccolma. È  il classico uomo qualunque (oddio, gli uomini qualunque svedesi sono molto più carini di questo misero ometto, ma bisognerà trattare l’argomento in un’altra rubrica). Insomma il povero Roger si accorge di sentire una strana voce nella sua testa ogni qual volta scende nell’underground. L’intera rete è in mano alla Trexx, una multinazionale che produce pure uno shampoo blu, il Dangst. Grazie allo shampoo, che penetra nel sistema nervoso degli esseri umani attraverso i bulbi piliferi, la Trexxriesce a controllare tutta la popolazione.

Metropia

Alla ricerca di una risposta alla misteriosa voce che gli ronza nel cervello, Roger si inoltrerà nei sotterranei della metropolitana. A spingerlo sarà anche l’attrazione per la misteriosa Nina (e di lei nulla vi dico perché sarebbe tutto uno spoiler), che lo coinvolgerà in una serie di intrighi in lungo e in largo per l’Europa.
La realizzazione di Metropia ha coinvolto, nel corso di sei anni, un centinaio di persone. Gli illustratori e il regista, come già detto, saltano fuori dall’universo della graffiti art. Vale inoltre la pena sottolineare la partecipazione di Stieg Larsson, in veste di sceneggiatore. Vincent Gallo e di Juliette Lewis hanno prestato la loro voce a Roger e a Nina. L’attore svedese Alexander Skarsgård (True Blood) doppia invece Stefan.

Metropia risente profondamente del background graffitaro di Saleh e dei suoi collaboratori. L’animatore Isak Gjersten ha dato vita ai personaggi ispirandosi a Jurij Norštejn (il poeta dell’animazione russa) e ai primi film Disney, utilizzando i vecchi trucchi del cinema su base digitale (la tecnica avanzata della cutout animation con Adobe After Effects). Ogni personaggio di contiene più di 80 “strati” che possono venire animati. L’intento era quello di creare qualcosa di personale, non impostato esclusivamente sull’evoluzione del digitale (in poche parole: le limitazioni tecniche sono diventate lo strumento per trovare la libertà espressiva).

Riassumendo, storia carina e animazione originale. Unico neo: la sceneggiatura è piuttosto intricata e forse alcune scene necessitano di una doppia visione per capirci qualcosa. Tutto qui. Ma io direi che il gioco vale la candela. Se non altro per la presenza di Vincent Gallo, che giustifica qualsiasi azione (e quindi anche la visione di un cartoon con qualche pecca).

 

http://metropiathemovie.com/

 

Anno e Paese di provenienza: 2009 (Svezia)

Regia: Tarik Saleh

Genere: Animazione

Durata: 80’

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