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Mosaico a tessere di sangue, la recensione di Camilla Bottin

Mosaico a tessere di sangue di Stefano di Marino è un romanzo ben costruito e dal ritmo incalzante con un enigma che intriga e convince.

mosaico-a-tessere-di-sangueTitolo: Mosaico a tessere di sangue
Autore: Stefano Di Marino
Editore: Cordero
PP: 152
Prezzo: 15.00 euro

Nell’Istituto Giudiziario di Aversa scatta l’allarme: è fuggita la prigioniera della stanza 179, la Mantide, colei che per il terrore ha fatto parlare per mesi i giornali, una vera e propria assassina seriale di uomini, bella e avvenente quanto letale.

Franco Belli, lo sbirro più famoso di Milano, un uomo da serate forti, tra discoteca e sesso praticato con vigore ed entusiasmo con la ragazza viziata di turno, si ritrova con un ginocchio spappolato da un colpo d’arma di fuoco sparato da chissà chi: e Moira, la Mantide, si ritrova a essere uccisa nel corso della sua evasione dalla stessa persona che l’ha aiutata a fuggire.

Ma è morta davvero? Belli se lo chiede quando, all’Hotel Lungomare di Latina in cui si è ritirato per una vacanza riposante, si trova ad affrontare tutta una serie di coincidenze collegate al caso: gli altri ospiti dell’albergo che si sono trovati lì con l’approssimarsi di una tempesta in grado di far saltare tutti i collegamenti con il mondo civile, in un modo o nell’altro conoscevano l’assassina.

È una vendetta postuma, riunirli nello stesso posto per ucciderli con facilità? Con loro c’è anche Giovanni Marter, criminologo che godeva dei favori della stampa, bello, elegante, arguto ma con un segreto terribile. Eppure, poco alla volta, come mosche, gli ospiti muoiono, nessuno si sente più al sicuro.

Belli, poliziotto in ricerca del suo ruolo dopo l’incidente che gli ha bloccato la carriera, riesce a trovare un «legame più personale», una sorta di empatia con le persone che come lui sono bloccate nell’albergo: oltre al collegamento con Moira hanno in comune la paura, il terrore di venire stanati come topi.

Si va per esclusione, l’assassina deve essere per forza tra loro: avendo studiato per mesi la struttura dell’edificio, vi sa muoversi alla cieca, apparendo dal nulla e colpendo quando meno lo si aspetta.

Nessuno l’ha vista in faccia, se non le vittime: in un’atmosfera quasi pulp che ricorda il thrillering di Dario Argento, il lettore pregusta il momento della rivelazione finale. Gli elementi per arrivarci autonomamente ci sono ma lo shock è tale che resta da chiedersi chi resterà vivo fino alla fine…

La sai la combinazione per sbloccare la cella? e la risposta è sì, così come gli appassionati la troveranno nella loro richiesta di un romanzo in grado di tenerli incollati dalla prima all’ultima pagina, senza mai uno stop. Una tessera dopo l’altra per un mosaico terribile, un enigma che intriga.

Leggi l’intervista di Camilla Bottin a Stefano di Marino su Padovando.

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