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Mr. Mercedes, la recensione di Marco Piva

Mr. Mercedes di Stephen King non è un capolavoro ma è un ottimo romanzo, con la solita prosa cristallina del re che ci accompagna pagina dopo pagina.

mr_mercedesTitolo: Mr. Mercedes
Autore: Stephen King
Editore: Sperling & Kupfer
Pagine: 480
Prezzo: 19.90 euro

Una premessa: sono un “lettore costante” di Stephen King, quindi forse potrei essere un po’ di parte – ma, per mettere subito le cose in chiaro: questo romanzo mi è piaciuto davvero. Non sarà un capolavoro, ma è un bel libro.

Non c’è assolutamente nulla di soprannaturale: un uomo ruba una Mercedes e la usa per investire, a piena velocità, una folla di gente. Uccide otto persone. Poi, sempre con la Mercedes, riesce a fuggire.

La polizia fa di tutto per beccarlo, ma senza successo. Intanto, la proprietaria della Mercedes si suicida. Ora, un paio d’anni dopo, Mr. Mercedes inizia a tormentare Bill Hodges, il poliziotto (ora in pensione) che guidava le investigazioni. Spera di spingere anche lui al suicidio.

Vediamo la trama dipanarsi da due punti di vista: quello di Hodges e quello di Brady Hartfield: Mr. Mercedes. Già, scopriamo subito di chi si tratta.

La chiave della trama è come (e se) Hodges, aiutato da alcuni assistenti piuttosto improbabili, riesce ad acciuffarlo.

La solita prosa cristallina di King ci accompagna piacevolmente tra i segreti di questa cittadina mai nominata, con quartieri-ghetto e zone ricchissime, insieme a Hodges, l’investigatore privato di fortuna, e ai suoi soci, e al pazzo Hartfield.

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