La mummia, la recensione di Danilo Villani

La mummia, la recensione di Danilo Villani del nuovo film con Tom Cruise

La mummia, la recensione di Danilo Villani del nuovo film con Tom Crusie che inaugura il nuovo Monsters Cinematic Universe della Universal.

Era il 2005 e la Marvel creò il suo Cinematic Universe, Nove anni dopo la DC Comics, per non essere da meno, presentò l’Extended Universe.

Poteva mai una major come la Universal Studios restare a guardare? Ecco pronto il franchise Monsters Cinematic Universe che riprende, anzi reboota (chiediamo perdono) quello che a cavallo degli anni ’20 e ’60 fu battezzato Universal Monster Franchise, franchise che si distinse per svariate produzioni a tema horror e che introdusse al grande pubblico personaggi cinematografici come il Conte Dracula, il mostro di Frankenstein e L’Uomo Lupo.

Già dal 2013 il sodalizio era attivo per una serie di produzioni incentrate sul tema horror con l’aggiunta di elementi avventurosi. Dopo quattro anni viene distribuito il primo film della serie, The Mummy, chiaramente ispirato al suo omonimo del 1932 che fu a sua volta ispirato da fatti sinistri che colpirono i componenti la spedizione che scoprì la tomba di un faraone egizio. Fatti conosciuti come Maledizione di Tutankhamon.

Il film parte da due accadimenti lontani tra loro ma coincidenti in senso temporale: la scoperta, in piena Londra, di un cimitero sotterraneo durante i lavori della metropolitana (a Roma ne sappiamo qualcosa) e la venuta alla luce di una tomba egizia nell’Iraq settentrionale dopo un’incursione aerea.

Qui il protagonista, un Tom Cruise nei panni di un sergente yankee delle forze speciali che non disdegna di mercanteggiare a nero reperti archeologici (vaghi ricordi di Three Kings), forse per curiosità, forse per esigenze di script, aziona un congegno che libererà l’occupante della tomba, una principessa parricida e fratricida, dalla sua maledizione e scatenerà ciò che si può facilmente immaginare.

Il film, nonostante il massiccio marketing e svariati squilli di tromba, non riesce a dare particolari emozioni. Lo spettatore non viene coinvolto nel plot e soprattutto è difficile da interpretare come film d’avventura o horror.

Non bastano interpreti come Tom Cruise, un po’ Ethan Hunt, un po’ Jack Reacher, come Russell Crowe, piuttosto appesantito, che filosofeggia sull’eterna battaglia tra il bene e il male facendo il verso a Anthony Hopkins (Dracula, 1992), come Sofia Boutella che fa ampio sfoggio di arti marziali ma la Gazelle di Kingsman Secret Service con katane al posto degli arti inferiori era un’altra cosa.

Tutto questo dovuto a uno script assolutamente ordinario, che non riserva sorprese, che cerca anche di condire la trama con un certo humour purtroppo fine a se stesso. Un passo chiaramente falso che ha il sapore del lavoro fatto in fretta pensando forse più al lato commerciale che ai contenuti. Un’occasione persa considerando il budget elevato e l’alta qualità del cast.

Inevitabile quindi il confronto con le due omonime produzioni di fine millennio perfetti mixes di avventura e horror con interpreti allora sconosciuti ma con un certo Stephen Sommers alla regia.

Il manico conta. Sempre.

Tags:

Contattaci

Non ci siamo in questo momento. Mandaci una e-mail e ti risponderemo al più presto.

Sending

© 2009 - 2016 Associazione Culturale Sugarpulp

Log in with your credentials

or    

Forgot your details?

Create Account