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Naviganti delle tenebre, la recensione

Naviganti delle tenebre

Naviganti delle tenebre, la recensione di Federica Belleri del nuovo romanzo di Carlo Mazza pubblicato da Edizioni e/o nella collana Sabot/Age.

Naviganti delle tenebreTitolo: Naviganti delle tenebre
Autore: Carlo Mazza
Editore: Edizioni e/o
PP:

Bari. Il capitano Bosdaves è stato ripreso in casa dalla moglie Irene, ma il loro rapporto scricchiola ancora. Vivono in un precario equilibrio. La depressione del capitano è latente e le abitudini quotidiane sono una medicina per lui.

Non è facile quindi affrontare un’indagine complessa, legata alla scomparsa di una donna etiope, Samira. La vicenda è concentrata in una Bari che sta cambiando, dove la fitta trama della delinquenza si accompagna alla malavita. Le estorsioni, il narcotraffico e il traffico d’armi fanno il resto. Non mancano le collusioni della mafia locale con quella serba, albanese o nigeriana.

Bosdaves si sente ansioso e disarmato davanti a tutto questo. Che fare? Seguire il caso a modo suo, in disparte, attraverso canali ufficiosi, dovendo però sempre confrontarsi con il suo comandante e il magistrato titolare dell’indagine. Cosa non facile da gestire…

Samira non si trova, è l’unica superstite di una cruenta strage di molti anni prima, dove tutta la sua famiglia ha perso la vita. Che pista seguire per ritrovarla?

Naviganti delle tenebre ci parla di boss eclettici e arroganti, di immigrazione e intolleranza estrema. Di credo religioso e amore. Di emarginazione e dolore. Ci parla di donne schiave del proprio uomo, in grado di soffocarne qualsiasi sogno. Di preti, collusi con la mafia e di altri, che con forza la combattono, mantenendo saldo il principio di “comunità”. Il tutto all’ombra di San Nicola …

Noir di tutto rispetto della Collezione Sabot-age, che vi invito a leggere.

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