Nebbia Gialla 2017, un’esperienza da raccontare

Nebbia Gialla 2017, un'esperienza da raccontare

Nebbia Gialla 2017, un’esperienza da raccontare. Danilo Villani ci racconta la sua “prima volta” al NebbiaGialla Suzzara Noir Festival.

Che io sia un macinatore di chilometri è cosa nota. Che questi chilometri vengano condivisi con i miei sodali “zingari” è cosa altrettanto nota debitamente evidenziata in occasione di SugarCon16. Niente ci ferma: in estate, in inverno, a fronte di condizioni meteo più o meno avverse, quando l’opportunità di partecipare a un evento di livello si fa concreta, quando si è sicuri che si verrà ripagati dell’impegno e del proprio tempo, si sale in auto e via.

Partecipare, per la prima volta, a NebbiaGialla Suzzara Noir Festival è stata un’esperienza da raccontare. Perché nonostante le grida di allarme concernenti la decomposizione del prodotto culturale nel nostro paese, al Nebbia Gialla 2017 abbiamo avuto riprova della voglia di tante persone di ritrovarsi, ascoltare, parlarsi e soprattutto condividere. Persone affamate di sapere, persone attente, persone che non si limitano a un selfie o a un firmacopia. Non è speranza, è un oggettivo dato di fatto.

Quest’anno la protagonista climatica che offre il suo nome alla manifestazione ha di fatto declinato l’invito ma è stata debitamente sostituita da una pioggia costante che ha dato il meglio di sé: momenti temporaleschi o come si dice a caput mundi gnagnarella. Ad ogni modo la cosa non ha minimamente sfiorato l’evento visto che l’audience è stata confortevolmente accolta nel cine teatro Politeama di Suzzara e nella biblioteca comunale.

E via con scrittori, giornalisti, blogger. Più volte ribadito il concetto che il romanzo di genere è soprattutto un strumento di denuncia, un supporto atto alla riflessione, uno, come ribadito più volte dallo scrivente, specchio del nostro tempo.

Da Carlotto a Picozzi passando per Varesi e De Marco ma anche un effervescente gineceo (nella migliore accezione del termine) con Cametti, Debicke, Montaldi e Olivas ontuosamente coordinate dall’infaticabile Cristina Marra sul tema “Donne in noir”.

E parlando di donne impossibile non citare Cristina Aicardi autentico pivot del festival con funzioni multitasking tra cui quella di traduttore simultaneo durante l’incontro con Baker e Hiekkapelto.

Una menzione particolare per Paolo Roversi, il patron, o se preferite, il deus ex-machina della manifestazione. Un gran bel personaggio, mai fuori dalle righe nonostante lo stress che certi eventi possono produrre. Sempre sorridente, disponibile, affabile. Un piacere averlo conosciuto.

Un unico disappunto: a causa di una tempistica infame non aver potuto godere della presenza del “nostro” Strukul e di due amici di Sugarpulp come Sabatini e Pulixi a questo Nebbia Gialla 2017. Ci sarà tempo per recuperare.

In platea ho avuto il piacere di conoscere e salutare più di qualche esponente della nouvelle vague del genere. Ragazzi giovani, anzi giovanissimi, ma motivati e convinti. Ulteriore segno che la cultura è viva e lotta insieme a noi. Sono cose belle.

 

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