"Più uno scrittore è dei suoi posti, più sono le possibilità che diventi universale"
Isaac Bashevis Singer

Barbabietole sempre più insanguinate!

Brothers,

torna la ciurma imbriaga di Sugarpulp per rifilarvi la bestia letteraria che tutti amiamo: il pulp, adulterato con lo zucchero di barbabietole sempre più insanguinate. Pezzi da panico, ‘ sto giro. Partiamo con il ritorno di Elena Girardin che non fa sconti a nessuno con una scrittura che sembra un calcio nel taglio – quello che ti fai leggendo Sugarpulp, vecchio mio – e un racconto al curaro: “Cosa accadde di straordinario a Toni Bedin”. Poi Heman Zed, autore padovano doc e il suo “La Zolfa” recensito da Mario Favini, new entry per la crew di Sugarpulp.

Andrea Pelfini continua a proporre pezzi da novanta come l’Horace McCoy di “Un sudario non ha tasche” e Matteo Strukul conclude con la zuppa psichedelica di “Con tanta benzina in vena” di un geniaccio inglese che risponde al nome di Warren Ellis. E proprio a lui va la copertina di Sugarpulp e la ragione è semplice: vorremmo premiare una casa editrice come Elliot che sta davvero tirando fuori una serie di autori che più pulp di così davvero facciamo fatica a immaginarceli. Vi ricordate di Christoper Moore? Ecco, questo è anche meglio.

Per il resto, stiamo lavorando con un entusiasmo che ci fa paura, fioccano le novità che però vogliamo centellinare giusto per tenervi sulla corda…che fa sempre bene. Ok guys, state in campana e come diceva Aquila della Notte,

Hasta luego

warrenellis

WARREN ELLIS

Matteo Righetto e Matteo Strukul

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