Nicolas Eymerich, l’inquisitore

Nicolas Eymerich è un personaggio imperdibile, così come la sua saga, e il suo autore, Valerio Evangelisti, è uno scrittore immenso

Nicolas Eymerich, inquisitoreTitolo: Nicolas Eymerich, inquisitore
Autore: Valerio Evangelisti
Editore: Mondadori
PP: 274
Prezzo: 10,00 cartaceo, 6.99 ebook

Quando nel lontano 1993 Nicolas Eymerich, inquisitore vinse la V edizione del premio “Urania” nessuno poteva immaginare la portata che l’opera di Valerio Evangelisti avrebbe avuto sulla letteratura italiana di genere. Eppure, già nel primo capitolo della ormai celebre saga, era ben evidenti le enormi potenzialità dello scrittore bolognese.

Basti pensare che Evangelisti è stato tra i primi in Italia (il primo?) a realizzare un inedito mash up di generi sino ad allora ben distinti, anche sugli scaffali delle librerie.

Science fiction, romanzo storico, thriller ed atmosfere molto vicine all’horror si fondono alla perfezione in questo esordio, che a vent’anni di distanza si mantiene fresco e originale come un disco rock di quelli buoni.

Il primo elemento spiazzante è una trama che si sviluppa su tre diversi livelli temporali: le suggestive teorie del fisico Marcus Frullifer, il viaggio dell’astronave “psitronica” Malpertuis, che in futuro imprecisato si muove verso un pianeta lontano e le gesta del frate Domenicano Nicolas Eymerich, il quale indaga sul macabro ritrovamento di alcuni cadaveri deformi a Saragozza, nell’anno 1352.

La figura dell’inquisitore colpisce come un pugno alla stomaco. Un personaggio difficile, scontroso ed ambiguo, in grado di suscitare nel lettore sentimenti contrastanti, ma allo stesso tempo di ammaliare con la sua fredda razionalità e risoluzione. Come oramai sanno anche le pietre, Nicolas Eymerich è realmente esistito.

Frate domenicano, catalano nato a Gerona nel 1320 ed autore del celebre “Directorium inquisitorum”, documento che sancì i poteri illimitati della Santa Inquisizione.

Evangelisti sfrutta appieno le sue profonde conoscenze storiche per farci rivivere un Medioevo credibilissimo, con tanti puntuali riferimenti storici, dalla terribile pestilenza del 1348 alle lotte tra il potere regio e l’aristocrazia.

E sono proprio le parti in cui l’inquisitore catalano è protagonista a fare da traino al romanzo, grazie ad un incedere di eventi senza sosta e ad un scrittura che non si ferma davanti a nulla, regalandoci una serie di stupefacenti scene in bilico tra lo splatter ed il grottesco.

Sangue, torture, cadaveri, massacri, apparizioni mostruose conferiscono all’opera una marcata impronta horror, rendendola ancor più innovativa e fuori dagli schemi.

Altro grande merito dell’autore sta nell’aver trovato un perfetto equilibrio tra fantascienza e ricostruzione storica, senza il quale, il romanzo non avrebbe certo retto per quasi trecento pagine.

Un equilibrio ottenuto, da un lato, sulla base di solide conoscenze storiche e scientifiche, dall’altro grazie ad un impianto narrativo assolutamente ineccepibile.

Quello che Eymerich è diventato negli ultimi venti anni, romanzo dopo romanzo, lo sappiamo tutti. Migliaia di fan ed appassionati lettori hanno sancito un successo in costante crescita, trasformandolo in una delle figure più celebri della letteratura italiana, con buona pace dei critici snob e dei salotti letterari, nei quali, il suo creatore non ha mai ambito ad entrare.

Se ancora non conosceste il terribile inquisitore catalano, è giunto il tempo di rimediare. Non capita tutti i giorni di ritrovarsi tra le mani un personaggio ed una saga di questo spessore.

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