Non fare la cosa giusta

Non fare la cosa giusta rompe i soliti luoghi comuni sul noir e nonostante tutto è un romanzo nerissimo, che non vi lascerà scampo fino all’ultimo pagina

Non fare la cosa giustaTitolo: Non fare la cosa giusta
Autore: Alessandro Berselli
PP: 240
Editore: Perdisa Pop
Prezzo: Euro 15,00

Cari barbabietolati, siete stufi dei soliti noir buonisti di casa nostra in cui un triste e malaticcio commissario di provincia (il cosiddetto Investigatore Cliché) alla fine punisce sempre i cattivi, senza dimenticare però di fare anche luce su loschi scandali e complotti assortiti (un po’ d’impegno ci vuole sempre, che diamine…)?

Bene, allora procuratevi Non fare la cosa giusta, l’ultima fatica di Alessandro Berselli (Bologna, 1965), un romanzo nerissimo, che non vi lascerà scampo fino all’ultimo pagina.

Già con le sue precedenti opere, come la novella Cattivo (un titolo che è tutto un programma), Berselli aveva dimostrato di non amare il politicamente corretto e la retorica dei buoni sentimenti, e questa sua ultima prova non è da meno, anzi.

Dotato di uno stile minimalista e paratattico molto accurato, con piccole e precise pennellate lo scrittore bolognese dipinge la discesa nel baratro di un quarantenne in crisi come tanti, il grigio informatore medico scientifico Claudio Roveri, sposato con una moglie che non ama più, ma che non il coraggio di lasciare, e incapace di instaurare un dialogo con l’amata figlia diciassettenne Erica.

Roveri invidia la libertà del suo migliore e unico amico, Federico, che a differenza sua non è mai caduto nella trappola del matrimonio, e dietro una parvenza di vita felice e perfetta, cova dentro di sé un sordo rancore verso il prossimo e soprattutto il diverso: gli zingari, i barboni, i punkabbestia.

Sarà però solo l’incontro con Luca, psicologo sui generis che predica un superomistico oltrepassamento della morale (la “cosa giusta”), a scatenare in Claudio una vera e propria rivoluzione interiore ed esteriore.

Inizia così un’inarrestabile calata negli inferi, segnata da atti sempre più efferati e fuori controllo, che sembrano però paradossalmente rasserenare il protagonista, che più dà sfogo a tutti i suoi impulsi, anche i più distruttivi, e più recupera la sua autostima e una posizione dominante sugli altri.

All’improvviso, però, scompare Erica e Roveri dovrà affrontare una prova durissima, scoprendo la seconda vita della figlia e di tutti quelli che la circondano.

Non raccontiamo oltre, per non privare al lettore il gusto di scoprire da sé il finale, che sarà assolutamente spiazzante.

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