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Notte di sangue a Coyote Crossing

Notte di sangue a Coyote Crossing è un romanzo dove ogni riga è frutto di un grande talento di storyteller.

Notte di sangue a Coyote CrossingTitolo: Notte di sangue a Coyote Crossing
Autore: Victor Gischler
Editore: Meridiano Zero
PP: 256
Prezzo: 14.00

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Per cominciare, lasciatemi subito confessare un paio di cose: la prima è che quando devo parlare di Victor Gischler provo sempre un’emozione speciale, e chi segue le barbabietole da zucchero fin dalla prima ora sa bene il perché.

La seconda è che dei tre romanzi dell’autore di Baton Rouge pubblicati in Italia da Meridiano Zero e tradotti magistralmente da Luca Conti, Notte di sangue a Coyote Crossing è quello che in tutta onestà, mi ha fatto godere di più.

Se infatti nelle precedenti opere lo scrittore della Louisiana ci aveva già mostrato la sua grande abilità narrativa in chiave pulp, qui mette nel suo magico shaker due generi che adoro, il noir e il western, ricavandone un cocktail entusiasmante e imprevedibile, fatto di velocità adrenalinica e suspense da una parte, e di grande epica dall’altro.

Notte di sangue a Coyote Crossing è un romanzo dove ogni riga è frutto di un grande talento di storyteller e di una scrittura sempre spinta al massimo, nella quale Gischler dimostra una straordinaria leggerezza oltre ad una incredibile capacità di passare con fluidità da un genere all’altro creando un eccellente crossover: noir e western per l’appunto, ma anche black comedy, splatter, thriller.

E’ però una storia che parte in sordina, quella che vede come protagonista Toby Sawyer, “deputy sheriff” di Frank Krueger. Siamo a Coyote Crossing, una contea posta nel nulla più assoluto del Sooner State, come gli yankees chiamano l’Oklahoma. A differenza del mito western classico però, qui la frontiera non rappresenta affatto sogno, speranza, opportunità di vita migliore, bensì totale isolamento e abbandono.

In questo luogo sperduto, caratterizzato e rappresentato perfettamente nell’architettura e nella geografia umana che si muove avanti e indietro lungo la sua Main street, non succede mai nulla e tutto scorre placidamente fino a quando, una notte di piena estate, accade il fatto che dà il via all’incredibile escalation di inseguimenti, colpi di scena, fughe, morti, sparatorie.

Il fatto in questione è l’uccisione di Luke Jordan, bifolco strafottente che dalla sua ha una famiglia molto vendicativa che non tarderà molto a farsi viva dopo il suo assassinio. La situazione però precipita di brutto quando inspiegabilmente il cadavere di Luke Jordan scompare e Toby Sawyer, che oltretutto avrebbe dovuto vegliare sul suo cadavere, viene ritenuto responsabile della sua morte.

E’ esattamente qui che ha inizio quella che l’editore italiano ha scelto di utilizzare come titolo, quella Notte di sangue a Coyote Crossing che sembra non finire mai, una notte diabolica, incandescente, folle, totalmente fuori di testa.

Una notte durante la quale, in un crescendo straordinario di emozioni, succede davvero tutto e il contrario di tutto e l’intreccio narrativo procede con una scrittura sempre più sicura del fatto suo, fulminea, esilarante, epica, in un susseguirsi di scene d’azione febbrili e dialoghi sempre ben congegnati e calibrati.

Per non parlare della precisa caratterizzazione dei personaggi e di quelle suggestioni rurali che personalmente amo e che emergono nette e forti dalle descrizioni selvagge del paesaggio sperduto nel quale è ambientata la vicenda.

Insomma, fidatevi: una lettura imprescindibile sia per chi ha amato i primi due libri di Gischler sia per chi non l’ha mai letto in vita sua.

Parola di barbabietola.

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