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Nurse Jackie

Nurse jackie è una serie tv che racconta le vicende di un’infermiera bravissima a salvare le vite degli atrli ma che è negata a salvare la sua.

In un mondo di serie tv su ospedali e malattie – un giorno poi qualcuno mi spiegherà come mai la gente cerca di evadere dalla realtà guardando serie dove si narrano le peggiori malattie e le sofferenze umane di quella location terribile che è l’ospedale – Nurse Jackie ne racconta le vicende scegliendo la chiave narrativa della Black Comedy.

Un ospedale come tanti, in una grande metropoli americana dove le storie di pazienti e personale medico e paramedico si intrecciano. Fin qui tutto già visto, banalità a profusione. Cosa differenzia questa serie da molte altre? Un surrealismo tale da diventare più reale della realtà. Siamo lontani da serie patinate con dottori bellocci dalle sopracciglia depilate e occhi ammiccanti.

Nurse Jackie

Jackie è un’infermiera, ed è anche una tossicodipendente. E qui il racconto si fa reale: non vengono indorate le “pillole” in nessun modo. Come ogni dipendenza, quella di Jackie si manifesta nei modi più abbietti, dal nascondere pastiglie nei luoghi più impensati (per dirne uno, i giocattoli delle figlie) all’intrecciare una relazione sessuale con il farmacista dell’ospedale per avere libero accesso a tutte le droghe possibili e immaginabili.

Mentre intorno a lei la gente sta male, soffre, muore, Jackie diviene una sorta di angelo che aiuta i malati con un’empatia e una forza invidiabili. E forse è questo che la porta alla dipendenza dalla droga, o forse no. Forse è un mal di schiena, forse è una debolezza. Non lo sappiamo e non è importante il perché, è importante che sia così.

La narrazione scorre lucida, senza sconti, scusanti o morali. Si vede con occhio distaccato uno spaccato della vita dell’ospedale e in particolar modo dell’infermiera Jackie. Seguiamo le sue cadute, i suoi drammi familiari, le sue conquiste. E il tutto viene raccontato in modo talmente crudo da risultare alle volte esilarante. Il grottesco è talmente spinto da farcelo sembrare una cosa distante, quando invece non lo è.

Nurse Jackie

La serie è arrivata alla quinta stagione, e tiene ancora bene. In questi giorni è stata rinnovata per la sesta. La sceneggiatura è ben calibrata e dosa bene ritmo, intermezzi comici e drammatici, colpi di scena.

I personaggi secondari sono tutti ben caratterizzati e divertenti, nelle loro paturnie e ossessioni: da Zoe, l’aspirante infermiera coi camici strani, al dottor Coop, e via via passando per tutti gli altri. Quelli più banali sono la famiglia di Jackie, scelta che probabilmente deriva dal fatto di voler dare un taglio narrativo differente fra drammi casalinghi e drammi ospedalieri.
Nurse Jackie è una serie tv politicamente scorretta. Ce ne vorrebbero di più.

Consigliato: a chi è stanco di telenovelas ospedaliere
Sconsigliato: a chi non possiede un senso dell’umorismo particolarmente nero.

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