Operazione Levante, la recensione

Operazione Levante, la recensione di Corrado Ravaioli

Operazione Levante, la recensione di Corrado Ravaioli del nuovo romanzo di Angelo Petrella pubblicato da Baldini e Castoldi.

Operazione Levante, la recensione di Corrado RavaioliTitolo: Operazione Levante
Autore: Angelo Petrella
Editore: Baldini e Castoldi
PP: 400
Prezzo: euro 18.00

Operazione Levante è il nome in codice del piano antiterroristico messo in campo dall’intelligence americana al centro dell’esordio letterario di Angelo Petrella nell’universo della spy-story, con Baldini e Castoldi.

Dopo averci deliziato a più riprese con storie criminali sulle orme del vate James Ellroy, e un’incursione nella storia con Pompei (Rizzoli), Petrella sceglie una strada tutt’altro che semplice sulla carta. Non mi vengono in mente altri scrittori italiani che abbiano giocato con un genere così genuinamente anglosassone. E nonostante le difficoltà della sfida, il risultato è assolutamente credibile e affascinante.

Sono tre i personaggi principali: Stanley Cavanagh, ex agente della Cia uscito dall’agenzia che ha perso moglie e figlia la notte del Bataclan; Misa Bogdanov, ex soldato russo finito a contrabbandare armi e petrolio in Siria, e una spia saudita costretta a missioni disperate per salvare la figlia malata.

Attorno a loro, un microcosmo di personaggi secondari, gregari che arricchiscono la storia: Francesca, giovane musulmana che sedotta dall’Isis (o meglio da un giovane soldato) parte dall’Italia per l’addestramento in Siria, Dick Meyer, portavoce del Presidente Obama o Nadwa Musamih, affascinante giornalista del New York Times, che nasconde segreti inquietanti. E altri ancora.

Al centro della storia, un attentato al cuore dell’America e lo scontro le forze che vogliono sventarlo, e coloro che faranno di tutto per portarlo a termine.

I meccanismi narrativi tipici del genere sono usati con grande mestiere dall’autore. Tra colpi di scena, insabbiamenti e codici da decifrare, Petrella costruisce un congegno bel oliato, senza dimenticare le scene d’azione. E utilizza un altro espediente efficace, già visto per esempio ne La città perfetta (Garzanti), inserendo nel romanzo stralci di intercettazioni o titoli di giornali confezionati ad arte per dare quel tocco di realismo e coinvolgimento nei confronti del lettore.

Nulla è lasciato al caso. Abbiamo detto della storia e dei personaggi, lo stesso vale per la caratterizzazione dei luoghi. Anche attraverso il racconto di questi scenari, Petrella ci mostra la complessità della mappa geopolitica mondiale, in particolare quella che gravita intorno al petrolio. Stati Uniti e Russia, Siria e tutti i territori che vivono un perenne stato di guerra.

È un libro avvincente, dissetante come una birra ghiacciata nella canicola di queste settimane. Oltre all’intrattenimento, apre una finestra su una guerra all’apparenza lontana eppure drammaticamente feroce e attuale. Siamo nel campo della fiction, ma il romanzo suscita alcune riflessioni reali, a partire dall’origine stessa del conflitto e gli elementi in campo.

Non so cosa possa riservare il futuro a Operazione Levante ma un adattamento cinematografico sarebbe suggestivo, magari con Peter Berg alla regia e Josh Brolin tra i protagonisti. Oppure una serie letteraria legata al personaggio di Stanley Cavanagh, nel solco di Jack Reacher o Jason Bourne, usciti dalla penna di Lee Child e Robert Ludlum.

Nel frattempo correte in libreria.

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