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Osservatore oscuro, la recensione

OSSERVATORE OSCURO feat

Osservatore oscuro, la recensione di Massimo Zammataro del nuovo romanzo di Barbara Baraldi pubblicato da Giunti.

Titolo: Osservatore Oscuro
Autore: Barbara Baraldi
Editore: Giunti Editore
PP: 528

Aurora Scalviati, poliziotta e scaltra profiler, negli ultimi tempi non se la passa troppo bene: da poco uscita da una lunga degenza psichiatrica dovuta ai traumi riportati a seguito di una recente terribile indagine, è tornata da qualche mese in servizio, ma i suoi fantasmi personali non l’hanno ancora lasciata.

Ad appesantire la sua situazione emotiva, ecco che arriva un cadavere senza identità, con la bocca cucita e ferocemente martoriato, sul cui petto è tatuato il nome di Aurora.

Chi è il morto? Chi l’ha ucciso? E soprattutto, perché lei? Subito sospettata di essere coinvolta nell’omicidio, nonostante la diffidenza dei suoi superiori e le precarie condizioni psicologiche, Aurora si getta anima e corpo in un’indagine personale che la porterà nei meandri delle proprie paure e fantasmi irrisolti.

Osservatore oscuro è una giostra che non si ferma mai: a ogni giro l’intreccio, pur dipanandosi lentamente, si fa sempre più complesso, muovendo allo stesso tempo da due prospettive diverse che, alla fine, convergeranno nella soluzione finale.

La trama spiazza continuamente il lettore, colpito allo stomaco da una sequenza di eventi drammatici ed improvvisi che coinvolgono non solo Aurora, ma anche quei colleghi che lei considera la sua famiglia.

La disturbante sensazione che Aurora prova di essere osservata da qualcosa/qualcuno è ottimamente resa dalla scrittrice e in modo palpabile è avvertita anche dal lettore, costantemente, durante tutto lo svolgimento della storia. Una sensazione così persistente da indurre Aurora, e con lei il lettore, a confondere la realtà con l’incubo: ma sarà poi proprio così?

Nell’inseguire il killer, Aurora dovrà affrontare situazioni che metteranno a durissima prova la sua già fragile stabilità psichica ed emotiva; i sensi di colpa vanno ad appesantire il già pesante fardello emotivo, fino quasi a schiacciare la protagonista e a farla dubitare delle proprie capacità.

Se devo trovare un difetto a Osservatore Oscuro, forse potrei individuarlo nell’indugiare un po’ troppo, ripetendosi, sulle parti di introspezione della protagonista, ma è solo una mia opinione probabilmente anche sbagliata.

Finalone a sorpresa nelle ultime pagine, che lascia aperta la porta a nuove inquietanti indagini di Aurora Scalviati, di professione profiler.

Insomma signore e signori, Barbara Baraldi ci mette in tavola una succulenta pietanza dal gusto sopraffino che non è possibile centellinare, ma è da divorare in tutte le sue 528 pagine, dimostrandosi ampiamente all’altezza dei migliori giallisti italiani.

Un must read assoluto!

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