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Ossigeno, la recensione

Ossigeno, la recensione di Federica Belleri del nuovo folgorante noir di Sacha Naspini pubblicato da edizioni e/o

Ossigeno di Sacha Naspini, la recensione di Fereica Belleri

La lettura di Ossigeno mi ha  inchiodata al muro, senza possibilità di movimento.

Del tipo, resta lì e ascolta la mia storia. Del tipo, leggi e immagazzina. Così ho fatto.

Ho cercato di capire cosa si prova ad essere Luca, rimasto solo al mondo dopo la morte della madre e l’arresto del padre, rispettato e noto professore di antropologia, il professor Carlo Maria Balestri, accusato di rapimento, tortura, omicidio e occultamento di cadavere.

Ho cercato di entrare nella vita stravolta di Laura, una delle bambine che lui aveva rapito a otto anni, ritrovata dai carabinieri dopo quattordici di prigionia.

Ho percorso le loro vite passo dopo passo, pezzo per pezzo, sperando di trovare una via d’uscita, per me e per loro.

Sono entrata in silenzio nel dolore e nel disorientamento della madre di Laura, che l’ha cercata per anni e se l’è vista alla porta un giorno, all’improvviso. E ho capito …

Ho capito che un container, una gabbia, un bagno di un bar qualunque, non solo rinchiudono. Ma chiudono fuori tutto il resto.

Ho capito che troppo spesso si ha bisogno di un posto dove  ritrovare se stessi, per sapere di esistere ancora.

Ho capito che essere additato come “Luca è il figlio di …” può annientare la personalità,  può portare il senso di colpa a un livello insostenibile.

Ho capito che si può desiderare di conoscere il lato oscuro di chi ci ha generati, in modo ossessivo.

Ho capito che essere per sempre amiche di una bambina come Laura che scompare all’improvviso, lascia  un vuoto assurdo attorno a sé,  che si appiccica al cuore e non si scorda più. 

Ho capito che il silenzio, il buio e la luce possono lasciare indifferenti o, al contrario, provocare scosse emotive pazzesche.

Ho capito che tutti i protagonisti di questa storia nera, nerissima, sono in ostaggio e che forse non avranno mai modo di respirare davvero.

Ossigeno ha una trama dura che non regala nulla. Il colore “nero” prevale e lascia senza fiato. Un contenitore di ferro che esclude,  limita o protegge, in qualche maniera.

Ossigeno ci offre la possibilità di conoscere i protagonisti e di provare a salvarli, con un finale ineccepibile che chiude un vortice.

Ottima lettura.

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