P come Pulcinella

P come Pulcinella

P Come Pulcinella, un nuovo pezzo di Danilo Villani per Sugarpulp Magazine..

“O’ mare, o’ cielo, o’ sol”, il mare, il cielo, il sole sono elementi tipici dell’iconografia partenopea ma nella saga creata da Massimo Torre che vede protagonista la più classica maschera napoletana sono oscurati, è proprio il caso di sottolinearlo, dalla Napoli “underground” intesa non come movimento culturale ma come insieme di grotte, cunicoli, cave ed anfratti che attraversano senza soluzione di continuità il sottosuolo del capoluogo campano.

In questo scenario si muove Puccio D’Aniello aitante giovanotto napoletano che reduce da un passato insieme doloroso e formativo, nasconde dietro l’attività di “tuttaio”, specie di riparatore e manutentore universale, la sua fame non di cibo come da tradizione della maschera, ma di giustizia in una città infestata dalla piaga camorrista.

Un Clark Kent o un Peter Parker in versione verace: timido e introverso nella vita di superficie, spietato e canzonatorio nei confronti degli oppressori. Il tutto sullo sfondo di uno dei rioni più classici di Napoli, quel rione Sanità che diede i natali alla maschera per eccellenza della commedia napoletana, il principe Antonio de Curtis in arte Totò.

Esperto hacker, padroneggia le arti marziali, ama deridere con frizzi e lazzi i suoi nemici provocando loro rabbia incontenibile che viene immediatamente sedata da colpi micidiali che riducono all’impotenza. E come i sopra citati super eroi, anche Pulcinella trova la sua Lois Lane o la sua Gwen Stacy, si chiama Rosa Bellella “a femmena cchiù bella d’ ‘a Sanità”, anche lei con un passato terribile ma decisa e reattiva contro i soprusi e le malversazioni

S’innamora perdutamente di Pulcinella ma disprezza Puccio provocando con tale atteggiamento, enorme sofferenza al protagonista. Massimo Torre ci offre uno spaccato di una città, dove la coralità è una condizione obbligatoria quindi sono molteplici le caratterizzazioni: l’assistente di Pulcinella, uno scugnizzo strappato alla camorra di nome Diego Armando (strano!), mogli di boss apatiche ed incapaci di pensare, boss sadici e figli degni di tali padri nonché figure minori ma ben inserite nella struttura narrativa.

Il tutto con una scrittura veloce e un dosato uso del dialetto locale mescolando momenti drammatici con il caratteristico humour partenopeo. La serie prevede quattro romanzi, a cura delle edizioni E/O dei quali sono stati pubblicati: Chi ha paura di Pulcinella? Uccidete Pulcinella; le prossime uscite invece saranno La giustizia di Pulcinella Pulcinella sotto terra che whispers letterari danno inseriti nella collana Sabot/age curata da Colomba Rossi e Massimo Carlotto sempre per le edizioni E/O.

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