Palle Spaziali, Ottava Giornata

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Palle Spaziali, il punto sull’ottava giornata di campionato nella rubrica di contro-informazione calcistica a cura di Fabio Chiesa.

La JUVENTUS capolista allunga il suo distacco e tenta di far diventare il campionato di Serie A interessante quanto una partita a biliardo tra ciechi. Allegri deve fare a meno di tanti titolarissimi, alcuni a riposo dopo il rientro con le nazionali, altri, come Chiellini, alle prese con il 114° infortunio dell’anno. Il risultato è un inedito 4-4-2 con l’irresistibile coppia Lemina-Hernanes a pascolare e creare confusione in mezzo al campo.

Contro ogni pronostico – a parte quelli di Buffon -, la Signora va sotto di un gol, merito di una doppia papera da antologia: Evra manda fuori tempo un Hernanes più spaesato di un animalista ad una fiera di impianti di macellazione, e Jankto ne approfitta per rubare la sfera e calciare con la forza di un centenario un pallone che si infila sotto la manona addormentata del numero 1 bianconero.

Ci pensa però Dybala a rimettere in corsa la Juve, al 43’, con una punizione degna di un grande numero 10, anzi, 21.

Ed è sempre l’attaccante argentino a siglare, nella ripresa, il gol della vittoria, con un rigore assegnato per un fallo netto di De Paul su Alex Sandro. Non importa quanto il penalty fosse lampante: nei peggiori bar della capitale si vocifera già di Gomblotto.

Al termine della gara Evra, intercettato dai nostri microfoni, ha dichiarato: “Il mio assist a Jankto è un chiaro omaggio all’amico e compagno Kwando Asamoah, alle prese con un brutto infortunio. Kwando, riprenditi pure con calma, sino al tuo rientro a fare passaggi a cazzo ci penso io”.

Napoli-Roma, la partitazza

E’ NAPOLI-ROMA la sfida più attesa della giornata, la grande battaglia per capire chi darà l’illusione di poter contrastare la Juventus, ma soprattutto primo vero big match per il secondo posto.

I partenopei reduci dalla tegola dell’infortunio del nuovo messia Arkadiusz Milik – le statuine del presepe sono già state munite di stampelle -, si affidano alla vena di Manolo Gabbiadini per fare capire a tutti che con gli azzurri non si scherza: finirà infatti 3-1 per la Roma.

Gabbiadini – nel cui armadietto di Castel Volturno è stata rinvenuta una bambolina voodoo con uno spillo piantato nella gamba sinistra -, sfrutta l’occasione dimostrando che la posizione in cui rende al meglio è quella in cui l’ha sempre visto mister Sarri, vale a dire seduto in panchina.

La partita è equilibrata sino alla fine del primo tempo, quando Koulibaly – desideroso di ricambiare la fiducia di De Laurentis, che ha rifiutato 58 milioni per il suo cartellino – decide di provare qualche finta nella sua area regalando di fatto la palla a Salah, che serve a Dzeko per l’1-0. Ed è ancora il centravanti croato a raddoppiare di testa ad inizio ripresa quando Hysai, anziché marcarlo, tenta di acchiappare una farfalla che stava svolazzando in area.

Il Napoli non ci sta, ed è proprio Koulibaly a trovare di testa un gol su calcio d’angolo e riaprire la partita. La Roma è però superiore e, poco prima del 90’, Salah chiude i conti con il terzo gol. Sarri non vuole fare polemiche: “Questa volta non ci sono scuse che tengano. Anche se avrete notato che la Juve ha giocato dopo di noi”.

La Roma, intanto, si gode Dzeko che dopo sole tre stagioni sembra iniziare ad ambientarsi. Ma in fondo si sa, i giocatori della sua stazza ci mettono un po’ a trovare la miglior forma.

Amala

Non c’è pace per l’INTER – o meglio Inda – di Mr.Zhang e per il suo capitano Maurito Icardi. L’attaccante argentino, dopo aver letteralmente perso la nazionale per un “pelo” rischia di perdere anche la fascia di capitano per un passaggio della sua evitabilissima autobiografia, non gradito ai nobili signori che occupano le gradinate della Curva Nord. Icardi ha tentato invano di difendersi “La mia autobiografia? Mica l’ho scritta io”, ma è stato contestato per tutta la durata della partita contro il Cagliari. Il centravanti non si è però fatto abbattere e ha deciso di rispondere sul campo: prova incolore e cucchiaio alla Pellé con pallone a lato su penalty inesistente . A dimostrazione che  -proprio come sostenuto nel libro -, quando c’è da tirar fuori le palle, Maurito c’è. Pure su rigore.

Il match finisce 2-1 per il Cagliari con il Meazza in ebollizione e Thohir addormentato con la bolla al naso in tribuna.

Sulla partita va detto che, a parte la vicenda Icardi, l’Inter è tornata ad essere la solita armata Brancaleone. Joao Mario regala, a inizio secondo tempo, un inaspettato vantaggio, ma la giornata di disgrazia della difesa vanifica la rete del portoghese. Prima Miranda e Murillo –prendendo spunto da Thohir- si addormentano abbracciati in area, permettendo così al temutissimo Melchiorri di segnare il pareggio. Poi tocca ad Handanovic, a dieci minuti dalla fine, deviare in porta un cross dello stesso attaccante rossoblù.

Insomma per i nerazzurri è davvero un periodaccio: manca solo che torni Moratti a sputtanare il bilancio e tutto sarà finalmente tornato alla normalità.

Milan di nuovo al vertice

La domenica del MILAN è l’esatto opposto di quella dell’Inter: vittoria, gioco discreto e secondo posto a pari punti con la Roma.

Il posticipo di Verona, contro il Chievo, non era affatto una partita facile, ma Montella inizia a vedere i primi risultati delle sue scelte più ardue: coprifuoco alle 4 del mattino per Niang il sabato sera, imposizione di una rasatura sempre totale a Paletta e divieto ad Abate di crossare. Decisioni drastiche, ma che in termini di risultati iniziano finalmente a pagare.

Il match è sbloccato da Kucka che a fine primo tempo approfitta di un mezz’ora di distrazione della difesa clivense per prendere la palla, fare piroette, fischiettare “Trullallero rullallà” e tirare una bomba all’incrocio dei pali. A inizio ripresa Niang fa più o meno la stessa cosa fischiettando però “O mia bela Madunina”. A nulla serve la grande punizione dell’ex Valter Birsa perché, in pieno recupero, Carlos Bacca decide di giocare a flipper con la difesa gialloblù, dando vita ad un azione che neanche in terza categoria, sino quando la palla carambola su Dainelli che firma l’autogol del 1-3.

E sabato arriva a San Siro la Juve…

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