Peste, la recensione

Peste di Alfredo Colitto ci fa tornare nella Napoli del 1600 risvegliando sentimenti antichi. Un romanzo da leggere.

peste di alfredo colitto la recensione - sugarpulpTitolo: Peste
Autore: Alfredo Colitto
Editore: Piemme
PP:
Prezzo: cartaceo 17,90 euro | ebook 9,99 euro

Avevamo lasciato il pittore Sebastiano Filieri ne La Compagnia della Morte, prologo di quest’ultimo romanzo. Sebastiano è rimasto solo, la Compagnia della Morte non esiste più, la sua famiglia è stata sterminata, chi credeva amico lo ha tradito e non ha più un apprendista fidato.

Ha venduto tutto ciò che per lui era un doloroso ricordo, casa e laboratorio compresi. Vagabonda da un quartiere all’altro di Napoli insieme a quel che resta della sua pittura, spigolosa come il suo stato d’animo. Siamo tra il 1655 e il 1657. Restaurare e affrescare la cappella di palazzo Agliaro è la sua unica fonte di speranza, prima che la nobile famiglia vi si trasferisca.

Sebastiano però, non ha fatto i conti con Cecilia, il cui destino maledetto la porta da lui. Nelle mani di questa ragazzina testarda e ribelle, un segreto sulle sorti di Napoli e un immenso vuoto da colmare, con ogni mezzo. Sebastiano è spiazzato da questo ingresso indesiderato, che scombussola la sua vita spenta e abitudinaria.

Non sa come comportarsi, un groviglio di sensazioni riemergono dalla cenere, forse non è più solo, forse in lei può ritrovare una parte di sé che credeva perduta…

Cecilia è affascinata dal disegno e dai colori, ha un’innata e acerba passione per la pittura in genere, che non ha mai potuto approfondire perché proviene da una famiglia semplice. Sebastiano riconosce in lei questo talento e rimane sorpreso.

Maestro e allieva? Una donna così giovane che lavora come un uomo? Come giustificare il fatto che possano condividere la stessa opera?

In questo romanzo Colitto ci fa assaporare sentimenti assopiti; l’amore e la fedeltà spezzati; l’onore vendicato; il tradimento smascherato; l’odio covato a lungo; il potere desiderato con smania. Nonostante tutto.

Nonostante la spada uccida e le parole feriscano a morte. Nonostante la fede in Dio. Nonostante la peste devasti Napoli e i cadaveri brucino nelle piazze. Nonostante l’egoismo e la cattiveria. A discapito della Camorra e del mercato nero, alimentato all’ombra dei bubboni purulenti.

Sebastiano e Cecilia dimostreranno che ci sono limiti possibili da superare, che una seconda opportunità ci aspetta e che la forza di volontà può cambiare molte prospettive. In mezzo a tanta sofferenza e a bugie ben costruite, si riuscirà comunque a trovare la propria strada.

Perché Napoli deve essere libera di vivere e di respirare e Cecilia ha bisogno di equilibrio e di affetto. Perdersi e ritrovarsi più volte non fa la differenza se esistono amore e rispetto.

Peste. Un romanzo che mette a nudo la coscienza di molti. Vi invito a leggerlo.

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