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Piccoli Crimini

Quella di Piccoli Crimini è crime fiction che profuma di crossover. Un romanzo da non perdere

9788834715635g

Titolo: Piccoli Crimini
Autore: Dave Zeltserman
PP: 264
Editore: Fanucci
Prezzo: Euro 16.00

Diciamo da subito che a Fanucci va riconosciuto grande coraggio e capacità di rischiare. La casa romana pubblica da sempre, e a volte assumendosi dei gran bei rischi in termini di vendite, molti degli autori che qui a Sugarpulp siamo pronti ad applaudire, non per piaggeria o manie personali, ma semplicemente perché sono scrittori i cui nomi sono entrati ormai da tempo nelle prime file della new wave della crime fiction americana.

Che poi sempre più spesso è una crime fiction che profuma di crossover. Potremmo citare Charlie Huston e Daniel Woodrell giusto per fare i primi due nomi che vengono in mente e a quel punto andarcene tutti a casa. Ma oggi parliamo di Dave Zeltserman e del suo fantastico Piccoli crimini

Autore dal talento micidiale, andatevi a rileggere la recensione firmata da Giacomo Brunoro de L’occhio privato di Denver (Meridiano Zero) please, Dave Zeltserman somiglia molto alla reincarnazione di Jim Thompson. Per quel suo amore verso storie nere aperte in due da un sorriso gocciolante sangue.

Per un umorismo cupo che puzza di morte, per essere capace di tratteggiare personaggi anticonvenzionali e in perenne trasformazione mentre si dirigono verso il baratro in modo del tutto consapevole. Che poi è l’essenza del noir: quel senso di ineluttabile e di mortalmente affascinante che attrae il perdente nel ventre del precipizio.

Ecco, Zeltserman in questo è un maestro e non dev’essere un caso se Serpent’s Tail, l’editore di Derek Raymond ok?, gli ha commissionato una trilogia di storie su ex galeotti che usciti di prigione cercano di ricostruirsi un’esistenza e finiscono, dopo nemmeno un minuto, a nufragare nel mare nero del proprio passato.

Di questa trilogia, che continuerà con Pariah e Killer – a proposito speriamo che Fanucci pubblichi anche quelli – “Piccoli crimini” rappresenta appunto il primo episodio.

Facciamo così la conoscenza di Joe Denton, ex poliziotto corrotto finito in galera per aver tentato di uccidere e sfigurato con tredici coltellate al volto Phil Coackley, procuratore distrettuale della contea di Bradley nel Vermont.

L’uscita dal carcere rappresenterà per Denton l’inizio di un nuovo calvario. Perché lo sceriffo Dan Pleasant gli chiederà di far fuori Phil Coackley o in alternativa, Manny Vassey, boss della mala locale, malato terminale di cancro che, nel tentativo di guadagnarsi il Paradiso con un ravvedimento in punto di morte, minaccia di spifferare al procuratore gli sporchi affari portati avanti dalla polizia di Bradley.

Perciò Joe Denton è fra l’incudine e il martello: in tre giorni deve decidere a chi chiudere la bocca e contemporanemaente deve attuare il progetto, pena il ritorno immediato in galera.

E in questo vicolo cieco Zeltserman ambienta una storia che è una trappola per topi. Ritmo al cardiopalma e deviazioni deliranti e sgangherate svelano un po’ alla volta una raffinatezza di scrittura e una conoscenza della materia del noir più classico davvero di prim’ordine e Piccoli crimini si manifesta per quello che è: un grandissimo romanzo crime, confezionato in modo originale che sembra mescolare in una miscela bastarda e avvelenata Elmore Leonard e l’Ellroy più duro e spietato.

L’uso magistrale della prima persona nella narrazione, gli scarti improvvisi a livello emozionale del protagonista che regalano un lato dark e dannato alla storia, una visione filmica da steady cam in cui i personaggi paiono essere seguiti dall’autore come in un film girato in 8 mm, la fotografia sgranata e pulp della penna di Zeltserman sono altrettante stilettate di classe che rappresentano il valore aggiunto di Piccoli crimini.

Un modo di scrivere, quello dell’autore di Boston, che regala una nuova affascinante voce al panorama del crime americano ora disponibile anche per i lettori italiani. Naturalmente, grazie all’ottima traduzione di Olivia Crosio. A proposito: lo sapevate che i libri non si traducono da soli?… Eh eh!
Consiglio: compratevi questo libro, sono pronto a scommettere che se amate Sugarpulp, Piccoli crimini vi piacerà parecchio.

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2 Comments

Comments are closed.

  1. Pegasus Descending 9 anni ago

    Insieme a “Iniezione letale” di Jim Nisbet (http://lideablog.wordpress.com/2009/11/03/iniezione-letale/), “Piccoli crimini” è semplicemente la miglior crime fiction letta negli ultimi due anni.

  2. […] mentre su Liberi di Scrivere una bella intervista a Dave Zeltserman. Su Sugarpulp, infine, una recensione firmata dall’immarcescibile Matteo […]

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