Portello Pulp

Vi piace quello che leggete in Sugarpulp? Leggete Portello Pulp. Vi sono piaciuti Savana Padana e La ballata di Mila? Leggete Portello Pulp

Portello PulpTitolo: Portello Pulp
Autore: Simone Marzini
Editore: La Gru (corto circuito)
PP: 115
Prezzo: 9.00

Ne è passato di tempo. Neppure tanto se mi metto a fare i conti, ma io non sono bravo a far di conto. La logica mi fa difetto come dissi un giorno alla prof. di matematica. Lei poi mi chiese quando sarei maturato e io risposi che se fossi maturato sarei caduto dall’albero.

Io ci sto ancora bene su quell’albero.

Dicevo: ne è passato di tempo. Mi pare fosse novembre 2008 quando aprii il mio blog Cattive Idee (non andateci ora, fa schifo, lo devo risistemare) e cominciai a cercare in rete qualcuno a cui far leggere le mie corbellerie. Al tempo m’immaginavo una letteratura nuova, veloce, forte, capace di entrare dappertutto. Immaginavo storie ambientate in questo cacchio di nordest perché mi ero reso conto quanto ci fosse da raccontare.

Bé, ecco: quello che cercavo c’era già e si chiamava Sugarpulp.

Ora siamo nel 2012 e ne sono successe di cose ma vero è come è vera la fabbricona che vedo dalla finestra che se non fosse stato per le barbabietole impazzite ora non sarei qui a parlarvi di Portello Pulp.

Come al solito, qualcuno di voi si chiederà che diavolo c’entra questa introduzione. C’entra, c’entra…

Portello Pulp è un romanzo di genere Sugarpulp.

E’ proprio leggendolo che ho realizzato forse per la prima volta che il nostro lavoro sta plasmando la letteratura contemporanea. Ecco, ho usato frasi altisonanti e vedo già che qualcuno mi fa “cala, cala”.

Non calo niente.

Il genere che immaginavo nelle mie notti insonni di scrittura compulsiva, realizzato un giorno da Matteo Righetto e Matteo Strukul, riverberato nei loro romanzi e nei racconti di questo sito, vive, cresce, palpita e prolifica. E Simone Marzini, che lo sappia o no, che lo voglia o no, scrive Sugarpulp.

Vi sarete accorti che io non scrivo recensioni ma, in genere, deliro per qualche pagina prima che l’infermiera mi porti le pillole. Per cui non stupitevi se arrivati a questo punto della lettura non sapete ancora nulla della trama di Portello Pulp.

Bé, cerchiamo di non fare il riassunto Decameroniano e facciamo una cosa un po’ diversa. Giochiamo a Immaginate, che è il mio gioco preferito. Siete pronti? Ok: prendete un benzinaio sfigato, un maniaco sessuale detto Pacciani, un nerboruto e rasato appassionato di action-movie, un circo scalcagnato, tre spacciatori dalla faccia scura, un gruppo anarco-insurrezionalista, una puttana e vari animali. Li avete presi? Anche l’elefante e le nutrie? Bene. Adesso metteteli giù perché prima di voi li ha presi Simone Marzini, li ha messi nel frullatore e ci ha tirato fuori le 115 velocissime  pagine di Portello Pulp.

Non mi va di dire di più. Vi piace quello che leggete in Sugarpulp? Leggete Portello Pulp. Vi sono piaciuti Savana Padana, Bacchiglione Blues e  La ballata di Mila? Leggete Portello Pulp. Non sapete cosa sia il genere Sugarpulp? Leggete Portello Pulp e poi mi dite. Ultima, doverosa postilla: la casa editrice del romanzo di cui ho detto tutto e non ho detto niente in queste 493 parole è La Gru, una casa editrice giovane (perché fatta da giovani) di Padova che ha da poco pubblicato Incubi a Nordest di Alberto De Poli, un altro autore di cui sentiremo molto parlare.

Supportare le giovani case editrici è un dovere per me e per Sugarpulp visto che la faccenda dell’essere legati al territorio non vuol dire solamente che scriviamo di gente che si spara alla Stanga ma che cerchiamo di promuovere le attività editoriali e culturali locali, per far sentire voci che normalmente rimarrebbero inaudite. E se dite che ho sbagliato ad usare la parola “inaudite”, bé: ripensateci!

Grande Marzini e grande Portello Pulp quindi. Grande l’editing di Francesca Zannella che inaugura con questo romanzo la collana Corto Circuito. Grandi Carlo Benzina e gli altri protagonisti dell’opera prima di Simone.

Grandi noi? Bé, non lo posso dire io, perché ormai ci sono dentro fino al monociglio.

Come diceva quel filosofo: ai poster l’ardua sentenza, ma se un giorno dicevo “c’è qualcosa che si sta muovendo a Padova” ora dico: “sì, si sta muovendo ed è bello grosso”.

Caricate le armi e portate gli amici: il divertimento è appena cominciato.

Finisco con un emoticon? Sì dai, per una volta portate pazienza.

😀

PS:

Ah, Erminio Visentin di Pionca mi chiede come mai ci sia una zebra sulla copertina del libro. La risposta forse la indovinerai caro Erminio: leggi Portello Pulp.

Tags:

Contattaci

Non ci siamo in questo momento. Mandaci una e-mail e ti risponderemo al più presto.

Sending

© 2009 - 2016 Associazione Culturale Sugarpulp

Log in with your credentials

or    

Forgot your details?

Create Account