Prima Famiglia, la recensione

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Prima Famiglia di Petro Valsecchi racconta senza sconti il sogno americano del primo ‘900, tra immigrati, mafia, rabbia e speranze.

prima-famiglia-pietro-valsecchi-copertinaTitolo: Prima Famiglia
Autore: Pietro Valsecchi
Editore: Mondadori
Pagine: 423
Prezzo: cartaceo € 20,00 | ebook € 9,99

“La famiglia è come una mano: tutte le dita, chiudendosi, formano il pugno e il pugno diventa forte”.

Prima Famiglia è stata una delle più piacevoli sorprese letterarie che mi siano capitate negli ultimi mesi: un romanzo storico ricco di pathos e sentimento che racconta la vibrante storia dei Palermo, una famiglia di immigrati italiani nella New York dei primi decenni del ‘900.

L’autore è proprio lui, quel Pietro Valsecchi produttore cinematografico e fondatore della Taodue film, nota per alcuni tra i più grandi successi televisivi degli ultimi anni, (Distretto di polizia, RIS , Ultimo, Uno bianca, Paolo Borsellino, Aldo moro – Il presidente, Il capo dei capi, Squadra Antimafia, Karol) nonché per il fenomeno cinematografico Checco Zalone: uno che, insomma, la fiction la conosce come le sue tasche.

E non è certo una sorpresa che questo suo esordio abbia nello stile e nella narrazione un’impronta fortemente cinematografica, a partire dall’estrema fluidità dei capitoli che non fatichiamo ad immaginare come episodi di una bella serie televisiva.

Leggendo Prima Famiglia non si può non pensare a Boardwalk Empire, ambientato più o meno negli stessi anni, a Mario Puzo o agli affreschi tracciati dai maestri Leone, Coppola e Scorsese.

New York, la nascita della Mafia italo-americana, il Proibizionismo, un’epoca già magistralmente raccontata e codificata in ingombranti modelli che, se da una parte possono fungere da fonte d’ispirazione dall’altra rischiano di diventare pericolosissimi termini di paragone.

L’operazione compiuta da Valsecchi è però diversa ed intelligente. Il suo romanzo è sì ambientato in quel contesto, ma ad essere protagoniste della storia non sono tanto la mafia o la criminalità, quanto una povera famiglia alle prese con la difficile integrazione in quell’America che per tutti, a quei tempi, rappresentava un sogno di benessere e prosperità.

Sogno destinato a scontrarsi con una realtà più dura del previsto: i pregiudizi verso gli immigrati italiani – motivati dalle gesta poco edificanti di alcuni ben noti connazionali- resero infatti molto difficoltosa la strada verso una convivenza pacifica con le diverse comunità accalcate nella Grande Mela.

E non è un caso che i due figli maggiori della famiglia Palermo avessero punti di vista diametralmente opposti sul come farsi strada in quell’America così contraddittoria e complicata.

Da una parte Frank che ha ereditato l’onestà e la caparbietà del padre Luigi, e vorrebbe diventare avvocato per dimostrare a tutti che la sua forza di volontà è più forte dei meccanismi contorti di una società fortemente corrotta; dall’altra Sal, la testa calda di casa, affascinato sin da ragazzino dalle male compagnie e per il quale il crimine rappresenta l’unico modo per imporsi in una nazione che lo ha sempre disprezzato per le sue origini.

Il primo finirà col diventare poliziotto, il secondo criminale. La loro storia sarà raccontata da Tony, il fratello più giovane, che molti anni più tardi realizzerà il sogno di andare ad Hollywood per girare un film sulla sua famiglia: la Prima Famiglia mafiosa di New York.

Valsecchi usa abilmente il pretesto della pellicola per portare avanti una narrazione che profuma di sceneggiatura, senza inutili orpelli o descrizioni eccessive: come se l’occhio di una telecamera fosse incessantemente puntato sui protagonisti.

L’autore sfodera inoltre una serie di figure femminili di assoluto spessore, su tutte Carmela, moglie di Luigi, donna dall’impattante tenacia, compagna infaticabile e madre disposta a qualsiasi sacrificio pur di mantenere uniti i figli nonostante le diverse strade intraprese.

Prima Famiglia, pensato come capitolo iniziale di una trilogia, è una storia che, come spiega Tony nel primo capitolo, racconta la vita e la morte, la vendetta, “E pure l’onore. E il rispetto. E la svendita di sé. E il dolore…”.

Un romanzo pregno di etica, di valori e voglia di riscatto: una lettura di cui non vi pentirete.

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