Problemi di vicinato

Problemi di vicinato, un racconto inedito di Carlo Callegari per Sugarpulp

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La controllò nuovamente, questa volta da un’altra angolazione. Cazzo se era bella. Era anche di più. Un fottuto capolavoro. Una di quelle vecchie case dell’epoca coloniale americana. Bianca, con un patio enorme, sostenuto da quattro splendide colonne bianche anch’esse. Il tetto rosso, i balconi all’inglese.

No, non si poteva mentire. Era veramente una gran cazzo di casa. Si avvicinò ancora di più, con uno sguardo a metà fra l’estasiato ed il rabbioso. Ai due lati dell’abitazione si estendeva un verde tappeto erboso curato in maniera perfetta. La somiglianza al green di un campo da golf era impressionante.

La splendida palizzata bianca, a delimitare i bordi della proprietà, si intravvedeva a malapena. Già, perché nel mezzo ci stavano delle magnifiche coltivazioni: vigne e frutteti per la maggior parte.

Ma guardando verso est si poteva scorgere anche una stalla completamente dipinta di rosso e piantagioni di vari ortaggi. Il bestiame e gli altri animali da fattoria se ne stavano buoni e disciplinati all’interno di recinti bianchi. Tutto quel posto era decisamente un maledetto capolavoro.

“Maledetta puttana”. Pensò. “Maledetta puttana. Ma dove lo trova il tempo per mantenere in ordine tutto così?”. Questo pensò proprio mentre si ritrovava ad ammirare due splendide fontane davanti alla cancellata d’ingresso della fattoria.

“Possibile che ci sia qualcuno che la aiuta? No. Io non lascerei le mie proprietà nelle mani di nessuno, nemmeno se fossi ricoverato in una cazzo di camera d’ospedale”. Lanciò uno sguardo veloce al piccolo pc portatile che se ne stava adagiato sopra al letto.

“Io sono previdente, e che cazzo. Io non lascio la mia terra in mano a nessuno”. Tornò a concentrarsi sul grande schermo illuminato di fronte a lui. Le terre di Farfallina82 se ne stavano ancora li, sfavillanti nella magnificenza di uno schermo a led da ventisette cazzuti pollici.

“Tra tutti i vicini che mi potevano capitare, perché proprio lei?”. Sniffò un altro po’ di colla e poco per volta gli spuntò un freddo sorriso. Entro poche ore tutto sarebbe finito. Ci avrebbe pensato quello sciroccato di Lord Zelda a sistemare le cose. Glielo aveva garantito proprio la sera prima in chat. Avrebbe sistemato la sua vicina una volta per tutte.

Aveva l’obbligo di farlo, visto che proprio lui era stato ad invitarla su Farmville. Lui aveva combinato quel cazzo di casino e lui avrebbe rimediato. Vaffanculo anche a Farfallina82.

Sapeva per certo che lei lavorava come cassiera in qualche ipermercato tra Costabissara e Isola Vicentina e quindi ancora si chiedeva dove trovasse il tempo per curare in quel modo i raccolti, il bestiame e tutta la manutenzione della fattoria.

Cazzo, lui ci stava dietro giorno e notte, da quando aveva finito il periodo come interinale giù in quella conceria di merda ad Arzignano. In realtà dopo un mese lo avevano richiamato, ma col cazzo…

“Col cazzo che ci torno in quel posto di merda, in mezzo ai negri e a tutta quella merda che arriva da posti del mondo che manco conosco”.

No. Lui era il re di Farmville, non quello che trasportava carrelli pieni di pelli pronte per essere conciate. In rete era veramente qualcuno e non l’ultimo degli operai a ottocento euro al mese.

Per quella miseria non era nemmeno disposto ad alzarsi dal letto alla mattina. E poi era pieno di messaggi di ragazze, molti messaggi. Tutte a chiedergli come facesse ad avere un fattoria così bella. Tutte a domandargli quale fosse il suo segreto. Tutte bagnate al solo fatto che lui le invitasse a diventare loro vicine.

“Che si fottano anche quelle merde della conceria. Che si fotta anche la cassiera dell’ipermercato”.

Lord Zelda avrebbe sistemato ogni cosa. Sniffò ancora colla. La chat di facebook era bollente e lui era li, come sempre, in prima fila. Vivo come non mai. Settecento amici cazzo. Avete capito bene? Ho settecento contatti. Gente che manco conosco. Gente che mi chiede l’amicizia, perché io sono THE_KING, sono il re.

Una fitta di dolore gli attraversò un polmone. Rimase immobile senza fiato per qualche momento, dopodiché ricominciò veloce a picchiettare sulla tastiera. Nella barra sotto, altre tre finestre aperte. Cazzo, a volte si impallava tutto, e non gli arrivavano più i messaggi in tempo reale. Maledetta rete.

Ridotti ad icona altri social network, tutti di incontri. Zoosk, Flirt Maps, Badoo. Migliaia di ragazze con foto e profilo. Bastava solo scegliere, schiacciare un tasto e il gioco era fatto, la scopata quasi assicurata. Quattro social network aperti in simultanea ed un unico nome. Perché il nick conta, cazzo. Eccome se conta.

THE_KING era come un marchio di fabbrica. Era rimasto solo lui. Quelli che aveva incontrato con lo stesso nick, semplicemente li aveva minacciati fino a farli scomparire.

A uno stronzo che non voleva cambiarsi il nome aveva dato appuntamento sotto al parcheggio dell’Ikea a Padova Est, in piena notte. Lo stronzo aveva avuto anche il coraggio di presentarsi. Sembrava un padre di famiglia, un vecchio. Avrà avuto quasi quarant’anni. Ma io mi chiedo: che cazzo ci fai alla tua età su Facebook? Ormai il tuo tempo lo hai fatto.

Ad ogni modo era finito sprangato. Lui e Lord Zelda lo avevano sprangato fino a sentire male alle mani. Però lo stronzo non era morto. Ne era sicuro, perché nei giornali del giorno dopo non c’era scritto niente. Lo avevano lasciato per terra che sembrava morto, ma il vecchio in qualche modo si era salvato.

Ma dove era finito Lord Zelda? A quell’ora avrebbe dovuto essere già a casa di Farfallina82. “Spero non sia ancora a giocare a uno dei suoi cazzo di giochi di ruolo”. Però bisognava ammettere che era il migliore in quel genere di cazzate. Aveva vinto pure dei tornei di Doungeon and Dragons. La gente aveva paura di lui.

Una volta alla fine di una partita durata quasi una giornata, si era tolto la camicia e mostrando il suo fisico palestrato aveva fatto vedere a tutti il suo nuovo tatuaggio. Gli copriva tutta la schiena. Era il suo personaggio, il mago. Erano rimasti tutti in silenzio a guardarlo, senza riuscire a spiccicare una cazzo di parola.

Lui era Lord Zelda. Il miglior giocatore di giochi di ruolo. Quello che per pagarsi il tatuaggio nella schiena si era fatto inculare un paio di volte dal tizio del negozio di vestiti. Quello in centro. Cazzo, quello si che era vecchio. Di anni ne avrà avuti almeno sessanta.

Lord Zelda si era fatto inculare in silenzio e probabilmente sorridendo, pensando a quanto sarebbe stato ammirato per il suo nuovo tatuaggio. Ad ogni modo adesso non chiamava e lui non sapeva perché. Continuava ad osservare ossessivamente il giardino di Farfallina82 ma ancora non succedeva niente. Tutta quella maledetta magnificenza continuava a risplendere.

Eppure quei due avevano appuntamento oggi pomeriggio. Le frasi per abbordarla gliele aveva scritte il re in persona e quando THE_KING scriveva non c’era ragazzina che potesse resistergli. Lei era a casa da sola, glielo aveva scritto. Era a casa da sola e lo aveva invitato da lei perché mi sembri un bravo ragazzo, gli aveva scritto in uno dei tanti messaggi.

“Uno senza grilli per la testa, amante di Farmville. Se vuoi ci vediamo a casa mia e giochiamo un po’ assieme con il computer di mio papà. Lui ha un Mac, ti rendi conto? Devi proprio vederlo”.

E così aveva accettato, ma al posto suo si era presentato Lord Zelda, perché il Re, voleva assistere dalla sua camera, dal centro nevralgico del suo regno, alla distruzione di Farfallina82. Sniffò ancora colla, aprì una birra e controllò l’ora. Ormai erano quasi le sei.

Altre due ore e la vecchia sarebbe tornata a casa, a rompergli nuovamente i coglioni per via del lavoro. Ma doveva fare la fine sua? A spaccarsi la schiena otto ore al giorno facendo pulizie negli uffici della zona industriale di Schio? Nemmeno per idea. Che ci pensasse allora lei a portare a casa i soldi per vivere visto che ci teneva tanto a quel posto di lavoro.

D’improvvisò lo schermo cambiò colore e apparve una scritta: “utente non registrato”. La fattoria, la casa coloniale, le vigne, il tappeto di erba inglese, gli animali, lo steccato bianco: era tutto sparito. Ora c’era solo un immenso campo verde. Fece un “refresh” della pagina ma la situazione non cambiò di una virgola.

Farfallina82 e la sua fottuta fattoria erano spariti per sempre.

Lord Zelda aveva fatto proprio un gran lavoro, visto che dalla lista amici di facebook, era sparito anche il profilo della ragazza. Anzi, il profilo era sparito dall’intero Facebook. Dissolta, disconnessa, esiliata dalla cosa più bella che la rete poteva offrire. Dalla gloria, dalla visibilità, dall’immortalità che solo quel posto sapeva offrire.

Se non sei su fecebook non sei nessuno. Chi cazzo sa che esisti se non hai la tua pagina? Quello era il prezzo che si pagava a mettersi contro THE_KING.

Il suono del telefonino lo distolse dai suoi pensieri. Il simbolo di Doungeons and Dragons apparve sullo schermo e in alto spuntò il nome di Lord Zelda. Aveva compiuto la sua missione e lo aveva fatto a modo suo, o meglio, nel modo che tutti e due amavano di più in assoluto.

Una preda, un invito a casa, uno stupro e la minaccia di cose ben peggiori nel caso anche di una sola parola. Così si faceva. Quante ragazze avevano conosciuto lui e Lord Zelda? Talmente tante che nemmeno più se le ricordava. Quante ne avevano stuprate? Sicuramente una buona parte.

Però le loro facce erano tutte salvate nella cartella immagini del pc. Salvate, si, perché dopo ogni incontro, il loro profilo spariva per sempre. Si chiese come mai. Aprì la cartella e cominciò a scorrere i nomi. Fragolina89, DolceRomantica, Gattina, Solotua, PiccolaKitty, romantica90, topolina88. I nomi e le foto sembravano non finire mai.

Portò il cursore sopra all’ultimo volto della lista e cliccò sul tasto destro. Si aprì il menù a tendina e cliccò su rinomina. La parola FOTO sparì e fu sostituita con Farfallina82. Utente non registrato.

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