Annunci

Queen of Hearts, la recensione

Queen of Hearts, una moderna tragedia greca targata DANIMARCA. La recensione di Matteo Strukul, inviato speciale per Sugarpulp al Transilvania International Film Fest.

Non saprei dire se ho visto il film che vincerà il TiFF 2019, il festival cinematografico transilvano, ma di certo stiamo parlando di un serio candidato perché Queen of Hearts della regista danese May el-Toukhy – ancora Danimarca lo so ma stiamo parlando di una delle tre potenze europee del cinema anche se si tratta di un Paese non così grande – è un morso al cuore.

Un film che spacca grazie alla protagonista, interpretata dalla straordinaria Trine Dyrholm, già miglior attrice a Berlino dove ha incassato l’Orso d’Oro nel 2016 per La comune, e che mi aveva già scioccato impersonando Nico in Nico 1988 di Susanna Nicchiarelli, film vincitore della categoria Orizzonti alla penultima Mostra del Cinema di Venezia.

Sia come sia, qui la Dyrholm interpreta la Anne, avvocato e moglie annoiata in un matrimonio perfetto. Quando suo marito Peter, porta a casa Gustav, il figlio che ha avuto da un precedente matrimonio, per passare un po’ di tempo con lui e fare in modo che possa conoscere le sue due nuove sorelline e la donna che ha scelto di sposare in seconde nozze, Anne appunto, la situazione precipita. E in un modo sorprendente e inatteso.

Ne esce un film di relazioni che vira nel thriller con un ritmo serrato, inquieto e inquietante, complici le musiche incredibili firmate da Jon Ekstrand e che propone un tema spinosissimo di cui non dirò nulla per non rovinare, a chi deve ancora vedere la pellicola, le tante sorprese e i molti colpi di scena.

Resta il fatto che i personaggi sono scritti in modo magnifico, che la trama gira che è una meraviglia e il film – che potrebbe trovare forse un possibile paragone con L’amore bugiardo di David Fincher, tratto dal romanzo di Gillian Flynn ma vincerebbe a mani basse e vi prego prima di pensare che mi sia bevuto il cervello guardatevi Queen of Hearts – si rivela di grande impatto emotivo, costruendo una tragedia che lascia il segno e che deve qualcosa ad Alice in Wonderland di Carroll.

Il consiglio è guardatevelo perché davvero vi sorprenderà, certo, la domanda è: dove? In quale sala? Perché parliamone, nemmeno questo film avrà una distribuzione in Italia ed è un vero peccato.

Per questo il mio consiglio è di abbonarvi alla piattaforma TIFF UNLIMITED perché – un po’ come per Netflix, Amazon Prime e altre piattaforme – qui avrete la possibilità di seguire film che non vedrete mai in Italia con un occhio puntato al cinema europeo.

Non è, ovviamente, un invito a boicottare le sale italiane ci mancherebbe, ma solo la riflessione di qualcuno che si è stufato di alimentare il mercato stanco e malato d’infantilismo di Hollywood.

Annunci
Tags:

Visual, theme customization and a lot of love for this website are by Andrea Andreetta

Log in with your credentials

Forgot your details?

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: