Quella sporca sacca nera, intervista al regista Mauro Aragoni

Quella sporca sacca nera, intervista al regista Mauro Aragoni

Il western all’italiana trova nuova linfa nella web serie Quella sporca sacca nera già premiata a Roma e Los Angeles.

Sangue e sudore, sigari, pallottole e speroni.

Guardi i primi minuti di Quella sporca sacca nera e te ne innamori. Stiamo parlando di una web serie creata dal giovane Mauro Aragoni, classe ’88, realizzata con un budget di 2mila euro.

Se mettete sulla bilancia costo e prodotto finito, vi renderete conto che il risultato è davvero sorprendente, frutto di passione e talento.

Girato in Sardegna, terra d’elezione per tanti spaghetti western, “La sacca” ha già partecipato a molti festival vincendo due premi al Roma Web Fest (fotografia e miglior scena d’azione) e trionfando al Los Angeles Web Festival ( sceneggiatura, fotografia, suono, montaggio, e migliore interpretazione per i due protagonisti, Maurizio Pulina e Antonio Luvinetti).

Messico, 1895, un bounty killer si muove alla ricerca di nuove “prede”, portandosi dietro questa strana sacca nera, il cui contenuto innescherà una scia di sangue, nella migliore tradizione western. Duelli e dialoghi surreali, improvvise accelerazioni pulp alternate a sguardi mozzafiato sui set naturali dell’Ogliastra, regalano come detto una serie di alto livello, che ora diventerà un film.

Scopriamo qualcosa in più su questo giovane autore.

Intervista a Mauro Aragoni

Mauro quando hai cominciato a fare cinema e perchè?

Ho iniziato a fare cinema circa 3 anni fa, sono un cinefilo accanito e ho imparato da autodidatta facendomi le ossa sul campo con chi lo sapeva già fare, ho fatto anche da spalla al grande Giancarlo Giannini il primo anno di gavetta, era un onore per me. Sono partito comunque facendo videoclip per band rock e metal. Ma in realtà facevo cinema nella mia testa fin da quando ero all’asilo, quando gli altri bambini giocavano con i giocattoli e i dinosauri io li seguivo ma li dirigevo dando un nome alla pellicola immaginaria e creando la sceneggiatura e il trailer, mi sono sempre vergognato del fatto che non ho mai smesso di giocare con i giocattoli…

Dalla serie emerge una cura per il dettaglio che solo un appassionato di spaghetti western e un certo immaginario cinematografico può avere. Quanto sei legato a quel filone?

Al filone western sono molto legato, diciamo che è stata tutta colpa di mio padre, non è il mio genere preferito ma sono un grande appassionato, adoro i film di Clint come Il texano dagli occhi di ghiaccio o Gli spietati, adoro la trilogia di Leone ma sono anche un grande fan dei western più alternativi come Dead Man di Jim Jarmusch. La cura del dettaglio è dovuta alla mia visione, con La sacca ho voluto mischiare il grande western alle mie macabre influenze horror, volevo fare un film oscuro che facesse emergere la parte nera del far west e della nostra vita.

Il gusto per l’effetto a sorpresa in certe situazioni mi ha fatto pensare a Pronti a morire di Sam Raimi e ma anche alla filmografia di Tarantino. Sei d’accordo?

Hai citato Sam Raimi che è uno dei registi con cui sono cresciuto, film come La casa e L’armata delle tenebre mi hanno segnato nel profondo. Riguardo a Tarantino posso dirti la stessa cosa, anche se in realtà il mio regista preferito è Nicolas Winding Refn.

Fotografia e colonna sonora sono due elementi che mi hanno lasciato a bocca aperta, per il livello di professionalità. Puoi dirmi qualcosa su questi aspetti?

Certo la fotografia per me è una delle cose più importanti ed è per questo che mi ci sono specializzato, rimanevo ore a curarla sul set, nella scena del saloon invece c’è stata la grandissima collaborazione di Emilio Canu grande amico e grandissimo fotografo. Diciamo che ho imparato da lui prima di cimentarmi nel far west e arrangiarmi da solo! Per la colonna sonora non potevo trovare artista migliore di Antonio Manca, grande appassionato di Ennio Morricone che l’altro ha espresso commenti molto positivi su queste partiture. Antonio è anche un grande appassionato di film horror, per questo c’e’ stato parecchio feeling artistico. La maggior parte della colonna sonora è stata creata da Antonio che ha scritto tutto prima che il film venisse realizzato prendendo come spunto le mie idee che ha mescolato con il suo stile, poi il video e’ stato adattato alla sua musica.

Ti aspettavi tanto successo anche ai festival internazionali?

No assolutamente!

Dalla serie al film come cambia Quella sporca sacca nera? Dove potremo verderlo?

Il film è la versione integrale, ha diverse scene in più girate in America nel deserto del Nevada e in California nella Death valley del Mojave Desert, posti unici e spettacolari! Per ora sarà proiettato solo in alcune sale, ma stiamo prendendo accordi per la vendita e la distribuzione, vi teniamo informati sulla nostra pagina Facebook o su Youtube.

Il prossimo progetto?

I progetti sono tanti, scrivo parecchio, ho diversi film tra cui uno di mafia uno horror e uno di fantascienza, per le serie invece ne abbiamo una nuova in cantiere di genere epico drammatico fantasy. Stiamo ovviamente cercando produttori e distribuzione.

Guarda tutta la serie su Youtube.

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